- Articolo di:Giulio Migliorini
Tre rappresentazioni del primo capolavoro operistico di Alban Berg hanno avuto luogo nella Sala Grande del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, il 27 e 30 settembre e il 3 ottobre 2026, nell’allestimento della Royal Opera House di Londra con la regia di Deborah Warner. L’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino è stata diretta dal giovane e affermato Thomas Guggeis, direttore tedesco dotato di grande carisma interpretativo e versatilità esecutiva. Ho assistito alla rappresentazione del 3 ottobre alle ore 15:30.
La morte di Robin Hood. Le bugie e la laggenda
"Tu, il pretendente della verità? Tu? - così ti schernivano - No! Soltanto un poeta! Un animale, astuto, rapace, strisciante, che deve mentire, mentire sapendo, volendo: tutto teso alla preda, in maschere di tutti i colori, maschera a sé stesso, preda a sé stesso." Così Friedrich Nietzsche si profondeva in parole nella sua raccolta di profezie e versi Also Sprach Zarathustra, Così parlò Zaratustra. Così ci dicono che Robin Hood è una leggenda, lo sapevamo: che erano bugie ed inganni le sue prodezze, e il suo eroismo, massacro. Veramente era così? E La morte di Robin Hood è questa? Si può veramente "uccidere" una leggenda che ha fatto breccia nel cuore degli uomini?
Giudicate da voi, intanto vi dico che la recitazione di Hugh Jackman, nonostante la truculenza di certe scene, è elegante, distinta, viscerale come le battaglie che intraprende, una dietro l'altra, sebbene anziano e spossato da turbamenti.
Little John, ve lo ricordate? Pensare che è diventato pure lui un assassino, il capo dei Merry Men (gli Allegri Uomini di Robin Hood) è proprio dura da credere. Però il film ha molte perle e, se soprassediamo sulla cieca e sanguinosa violenza che si protrae fino all'ultima goccia di sangue (letteralmente), scopriamo antichi culti druidi in una caverna dell'Isola di Saint Clement in Cornovaglia, e molte fanciulle dai rutilanti capelli ed enigmi (pensiamo a Pelléas et Melisande).
Un film che acquista poi attraverso il commnto sonoro di Jim Ghedi, che arrangia e dipinge macabramente e mistericamente delle folk ballads anglosassoni di sicuro fascino. Vediamone qualcuna.
Bold Pedlar (Coraggioso venditore ambulante) è tratto dalla tradizionale ballata della raccolta Child intitolata "Robin Hood and the Bold Pedlar" (Child 132), che narra l'incontro e lo scontro tra Robin Hood, Little John e un mercante ambulante che si rivela essere il cugino di Robin, Will Scarlet. Twa Corbies (Due corvi): Una cupa ballata tradizionale scozzese risalente almeno all'inizio del XVII secolo (spesso associata alla sua controparte inglese, "The Three Ravens"). Il testo vede protagonisti due corvi che discutono cinicamente di cosa mangeranno del cadavere di un cavaliere ucciso. Robin's Death: Basato direttamente su "Robin Hood's Death" (Child 120), una ballata del XVII secolo tratta dal Percy Folio.
Il film è denominato un thriller e lo è, dall'inizio alla fine, intinto di esoterismo e culti pagani, financo nell'antico monastero dove si incontreranno forze del bene e del male, del passato e del futuro.


