Museo Etrusco di Villa Giulia. Le profezie di Mouna Rebeiz

Articolo di: 
Livia Bidoli
La Stella

Il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, si arricchisce di una dotazione profetica e divinatoria, I Tarocchi dell'artista libanese-canadese Mouna Rebeiz. Dipinti su specchi e dialoganti tra loro, faranno scoprire al grande pubblico letture interiori sulle loro superfici riflettenti, anche attraverso un gioco che li accoglierà tra i tasselli colorati del puzzle in mostra ed anche online. Fino al 29 novembre l'esposizione si snoda anche nel Ninfeo e fino alla Tomba François. La mostra è a cura di Roberta Semeraro.

Le testimonianze della Tomba François e l'arte divinatoria etrusca rappresentano la principale fonte d'ispirazione storico-archeologica con cui dialogano i 22 Arcani contemporanei di Mouna Rebeiz. Bruno De Martis (società Buset di Roma) ha illustrato la sfida tecnologica di coniugare l'audiovisivo con la dimensione profetica. È stato progettato un software specifico con sistemi di illuminazione e strutture grafiche per consentire ai visitatori di fruire e leggere direttamente le profezie dell'installazione. Durante la visita, ognuno di noi giornalisti si è avvicinato ad uno schermo formato da tasselli di puzzle colorati, avvicinandosi e toccando i tasselli, si è prodotta poi la scelta della carta e la lettura seguente di fronte al tarocco pescato. E' stato molto interessante confrontarsi con la propria dimensione di vita ed il "marcatore" fruito con la divinazione. 

L'esperienza digitale continua su Instagram dove l'account ufficiale `@lindovino.exhibition` funziona attraverso un quiz dedicato ai 22 tarocchi: gli utenti che commentano con un numero ricevono in chat privata la carta e la relativa profezia su *amore, denaro, lavoro e salute*. Il sistema permette di raccogliere dati per analizzare come il pubblico interagisce con il digitale e la selezione simbolica.

La tecnologia predittiva sviluppata con ACEA/Areti è illustrata da Katrina Fiorino Creti (ACEA) e stabilisce un parallelo tra la divinazione antica e i moderni sistemi predittivi basati sull'Intelligenza Artificiale usati da Areti per monitorare l'illuminazione di Roma e prevenire blackout. Nel museo è posizionato il pannello *Via Giulia* con un QR code per monitorare l'ambiente museale nelle 24 ore.

L'Installazione Mythodea nel Ninfeo rappresenta una riflessione sull'IA: l'opera Mythodea (con un dipinto di oltre 16 metri) celebra l'acqua ed è legata alle musiche che Vangelis compose per la missione della NASA su Marte. L'opera sinfonico-corale, intitolata ufficialmente Music for the NASA Mission: 2001 Mars Odyssey è stata presentata in anteprima mondiale al Tempio di Erode Attico di Atene il 13 luglio 1993 con il titolo originale di Mythodia (al link potete ascoltare il movimento n. 9): fu poi registrato per Sony nel 2001, la versione che ascoltiamo nel Ninfeo è quella, con la London Metropolitan Orchestra, il Coro dell'Opera Nazionale Greca ed i due soprano Kathleen Battle e Jessye Norman.

L'artista Mouna Rebeiz riflette sull'esperimento di mettere a confronto l'Intelligenza Artificiale e il misticismo, chiedendosi se il futuro sia davvero prevedibile o se il mistero della vita mantenga l'ultima parola.

È inoltre in corso a Venezia, fino all’8 novembre 2026, una personale dell’artista dal titolo Le tarbouche. Quando un accessorio diventa simbolo: a cura di Roberta Semeraro, organizzata dalla Fondazione Musei Civici di Venezia presso il Museo di Palazzo Mocenigo Centro Studi del Tessuto, del Costume e del Profumo.

Pubblicato in: 
GN47 Anno XVIII 28 settembre 2026
Scheda
Titolo completo: 

Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia di Roma
Piazzale di Villa Giulia, 9

L’INDOVINO DI MOUNA REBEIZ
a cura di Roberta Semeraro
16 settembre – 29 novembre 2026

Info
tel. 06 3226571 

Orari
Martedì – domenica 8:30 – 19:30 (chiusura sale ore 19:00 - ultimo ingresso ore 18:30)
Biglietto d’ingresso
Intero € 13. Ridotto € 2