One Night Only – Quando tutto è possibile. L’amore per una notte

Articolo di: 
Teo Orlando
One Night Only

Il pubblico italiano è ormai abituato ai film americani, travestiti da commedie romantiche, dove New York è l'ambientazione topica e caratteristica per i più svariati intrecci a sfondo erotico e sentimentale. Situazioni che poi hanno decretato il successo della serie televisiva Sex and the City, andata in onda tra il 1998 e il 2004 e da cui sono stati ricavati anche due film, nel 2008 e nel 2010.

Si può dire che New York in questi film cessa di essere una città o un'ambientazione convenzionale, per diventare una sorta di macchina del destino. È quanto accade in forma ancora più pronunciata in One Night Only – Quando tutto è possibile, la nuova commedia romantica del regista Will Gluck, che introduce un’idea da lieve distopia un po' grottesca e paradossale: una nuova disposizione legislativa (non si capisce se federale o limitata a un singolo stato o città, dovuta a politici iperbigotti oppure al controllo delle nascite di stampo cinese?) prevede che il sesso prematrimoniale sia proibito, tranne che per una sola notte all’annoPer poche ore la norma viene sospesa e la metropoli si trasforma in una zona franca governata dall’urgenza e dalla paura di rimanere esclusi. Ma in realtà ci troviamo di fronte a un labirinto notturno da incubo, che congiunge gli esseri umani solo a prezzo di ulteriori separazioni.

 La premessa vagamente distopica può far pensare a una versione erotico-sentimentale di The Purge, (in italiano La notte del giudizio), una serie cinematografica di genere horror-thriller d'azione, scritta e diretta da James DeMonaco, ambientata negli Stati Uniti d'America sotto un'ucronia fosca e minacciosa, in cui per una notte all'anno ogni crimine è reso legale. Abbiamo pubblicato due articoli sulla "serie" di DeMonaco, il primo The Purge; poi il secondo "episodio", ovvero Anarchia. La notte del giudizio. La purificazione secondo i ricchi, per chi è interessato ad approfondire. 

La differenza sta nel fatto che nella regia di Gluck mancano quasi del tutto i toni drammatici, per non parlare dei temi tipici della fantascienza sociale, completamente assenti. Anche a livello sociopolitico, al regista non interessa indagare fino in fondo l’origine della proibizione sessuale né le sue conseguenze. Non si capisce se la decisione, ad esempio, sia stata presa per un eccesso di bigottismo o per stroncare la prostituzione. La regola assurda serve comunque a dare al film un ritmo incalzante, per cui le scadenze e gli incontri seduttivi si accavallano continuamente, imprimendo alla vicenda un ritmo febbrile e trasformando la ricerca amorosa contemporanea in una corsa contro il tempo.

I due protagonisti, Owen e Allie (Monica Barbaro e Callum Turner), entrano nella notte dalla parte degli sconfitti. Lui è stato lasciato dalla donna alla quale avrebbe voluto chiedere di sposarlo; lei viene abbandonata dall’amico con cui avrebbe dovuto trascorrere quelle ore eccezionali. Entrambi cercano qualcuno, ma soprattutto cercano di non ammettere che il loro desiderio non coincide con quello del resto della gente, una moltitudine anonima, espressione di quella folla solitaria di cui ci parlò il sociologo David Riesman in un celebre saggio del 1950 (The Lonely Crowd): in quella folla agisce l'uomo-massa, eterodiretto e pateticamente conformista, che si preoccupa dell'approvazione altrui e del successo. Abita in un mondo governato dalle apparenze, dove la sua individualità è annegata nella moltitudine che gli si addensa intorno. Così intorno ai protagonisti tutti sembrano volere un’esperienza senza conseguenze, nella più totale anonimità, mentre loro, invece, si illudono di poter avere un incontro con conseguenze stabili e durature. 

Gluck dirige la vicenda con la macchina da presa che insegue i protagonisti in perenne movimento, secondo la grammatica della romantic comedy: il dialogo brillante che maschera la vulnerabilità si alterna all’equivoco che prolunga l’attesa. Per certi versi il regista recupera addirittura gli stilemi della screwball comedy degli anni '40, caratterizzata da dialoghi serrati, umorismo raffinato e arte dell'allusione.

La città è dunque il terzo personaggio del film, benché si tratti di una New York dichiaratamente idealizzata e non solo perché proiettata in una distopia surrreale. Locali, marciapiedi, taxi e interni notturni compongono una geografia emotiva più che realistica. Per certi versi ci viene spontaneo pensare alla New York dei film di Woody Allen (da Manhattan ad Annie Hall, fino a Hannah e le sue sorelle), dove però la città non è soltanto lo scenario propizio all’incontro amoroso, ma la forma visibile delle nevrosi, delle aspirazioni culturali e delle contraddizioni dei personaggi. Sono i quartieri tutti che diventano luoghi della possibilità della vita sentimentale. Ma Gluck non arriva ai vertici del regista ebreo-americano: la sua metropoli non possiede la densità autobiografica né l’ironia malinconica di quella alleniana: è piuttosto un elegante teatro notturno, predisposto affinché due solitudini possano finalmente incontrarsi.

Il film, nonostante certi limiti, possiede ritmo, grazia visiva e due interpreti capaci di rendere credibile ciò che la sceneggiatura programma con fin troppa precisione: Monica Barbaro e Callum Turner riescono a essere verosimili in una chimica dei sentimenti fondata più sul contrasto che sull’armonia immediata: è l’idea che una promessa possa valere più di un’occasione realizzata. 

 

Pubblicato in: 
GN40 Anno XVIII 3 agosto 2026
Scheda
Titolo completo: 

One Night Only – Quando tutto è possibile
Regista: Will Gluck
Sceneggiatura: Travis Braun
Prodotto da:
Will Gluck
Jacqueline Monetta

Interpreti
Monica Barbaro
Callum Turner

Musica: Este Haim, Christopher Stracey
Produzione: Olive Bridge Entertainment
Distribuzione: Universal Pictures
Durata: 102 minuti
Paese: Stati Uniti
Lingua: inglese

Uscita al cinema 26 agosto 2026