Opera di Roma. Roméo et Juliette, una luna per gli amanti

Articolo di: 
Livia Bidoli
Romeo e Giulietta

Vedere il balletto Roméo et Juliette in uno stadio dell'antica Roma come il Circo Massimo è un'esperienza incredibile: su un palco enorme, con due schermi laterali per i primi piani, si osservano le espressioni del viso, le attitudes con estremo dettaglio, ogni plié, specialmente della coppia del titolo, Roméo et Juliette, il primo ballerino Michele Satriano e l'étoile Susanna Salvi. Per la prima volta nella sua edizione completa, la coreografia che John Crancko ideò nel 1958 per il Teatro alla Scala con Carla Fracci e Mario Pistoni ad interpretarla, è stata in scena per due uniche sere, il 24 e 25 luglio, per la stagione estiva del Teatro dell'Opera al Circo Massimo con il Corpo di Ballo del Teatro dell'Opera di Roma, diretto dall'étoile Eleonora Abbagnato.

L'ouverture della partitura di Sergej Prokof'ev rivela tutto: il dramma, la tragedia di un amore vietato, l'adolescenza nel fulgore dei suoi turbolenti amori, la fisicità introdotta da John Cranko per i suoi ballerini è immersa nei folgoranti glissando della musica russa; ed una pantomima famosa per la Petrushka di Igor Strawinskij appare nella versione del Carnevale veneto della piazza. Il triste e serissimo clown ci racconta ciò che attendiamo con angoscia, la burla in tragedia che ci ricorda Rigoletto, ed è così che in un battibaleno, dietro le danze di corte, si fa da apripista il tema drammatico dei due cavalieri in duello (Dance of Two Knights). 

I tre burloni, Romeo, Mercuzio e Benvolio, i cui pas à trois ci hanno deliziato, divengono oggetto della contesa, da quando Tebaldo (primo ballerino Claudio Cocino) incede nel cortile dove giocano con le loro ragazze. Un insulto, il guanto ed è subito un duello (curato da Renzo Musumeci Greco, il mago dell'allenamento con il fioretto o la spada): Mercuzio (formìdabile Gabriele Consoli) cade sotto il fioretto di Tebaldo e Romeo è chiamato a vendicarlo. Un'altra morte e le nozze, appena celebrate in segreto da Frate Lorenzo tra lui e Giulietta (nozze vietatissime) sono sepolte dietro la morte di Tebaldo, infilzato dal fioretto di Romeo, che tuttavia non intendeva guerreggiare. 
Claudio Cocino cade, con tutta l'eleganza che si può conferire ad un Tebaldo prima rissoso e provocatorio, poi tristemente avvolto nella braccia di Marianna Suriano (Rosalina), madonna sofferente che lo reclama a quella vita che piu' non scorre dentro le sue vene. 

La luna piena che prima cadeva e riluceva nella camera di Giulietta con Romeo tra le sue braccia nel suggestivo pas de deux, è quasi del tutto oscurata dai presagi di morte e la salvezza della fuga, prospettata da Frate Lorenzo (Andrea Forza), è un lontano ricordo. Rimane la morte simulata di Giulietta col veleno, come richiesta di pietade verso la madre ed il padre Capuleti (eccezionali Andrea D'Ottavio e Alessandra Amato), ultima risorsa a disposizione. Ma si sa, “Tromper la morte, c'est un risque toujours grand”, è sempre un grosso rischio cercare di ingannare (o simulare) la morte, e così sarà. In un gioco al massacro di fraintendimenti, il doppio suicidio – e l'omicidio del pretendente di Giulietta, Paride, un elegantissimo Giacomo Castellana - di Romeo prima, e di Giulietta poi, dipingerà il corollario di questa storia funesta, resa celebre dal Bardo. 
Una lode a parte per i due interpreti, la cui eleganza, la cui autenticità nel saettare sul palcoscenico ha rapito l'intero pubblico – sold out peraltro le due serate, a ben ragione -: il primo ballerino Michele Satriano, con la sua dolcezza carezzevole, perfettamente affiatato con Giulietta, interpretata da una Susanna Salvi in stato di grazia, fanno pensare quasi ad una coppia nella vita reale. Non vediamo l'ora di riammirarli insieme al Costanzi.

Una performance audace per l'Orchestra del Teatro dell'Opera di Roma, che ben conosce la partitura dalle asperità mordaci e trascinanti di Prokof'ev diretta da Ido Arad, per un allestimento classico dentro e intorno alle mura di Castelvecchio, che cingono Verona.  

Pubblicato in: 
GN39 Anno XVIII 27 luglio 2026
Scheda
Titolo completo: 

TEATRO DELL’OPERA DI ROMA
IL TEATRO DELL’OPERA AL CIRCO MASSIMO

Romeo e Giulietta
Musica di Sergej Porkof’ev
Balletto in tre atti di John Cranko
dalla tragedia di William Shakespeare

Direttore Ido Arad
Coreografia John Cranko

Scene e costumi Jürgen Rose
Luci e supervisione tecnica Steen Bjarke
Supervisione costumi Diana Eckmann
Coreografia ripresa da Yseult Lendvai
Supervisione coreografia Reid-Anderson-Graefe
Copyright Reid-Anderson-Graefe

INTERPRETI PRINCIPALI
Giulietta Susanna Salvi
Romeo Michele Satriano
Tebaldo Claudio Cocino
Rosalina Marianna Suriano
Mercuzio Simone Agrò
Benvolio Mattia Tortora
Paride Giacomo Castellana

ORCHESTRA, ÉTOILE, PRIMI BALLERINI, SOLISTI E CORPO DI BALLO DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

CIRCO MASSIMO
PRIMA RAPPRESENTAZIONE venerdì 24 luglio 2026, ore 21.00
REPLICA sabato 25 luglio 2026, ore 21.00