Opera di Roma. Il sogno sulle punte di Balanchine

Articolo di: 
Livia Bidoli
Sogno di una notte di mezza estate

Per la prima volta al Teatro dell'Opera di Roma il Sogno di una notte di mezza estate, capolavoro coreografico di George Balanchine su musiche di Felix Mendelssohn-Bartholdy, ispirato alla celebre commedia di William Shakespeare. Dal 9 al 14 giugno 2026 questo nuovo allestimento dell'Opera di Roma è curato nella ripresa da Sandra Jennings e Darla Hoover, e l'Orchestra del Costanzi è guidata dal Maestro armeno al suo debutto Karen Durgaryan, Maestro del Coro Ciro Visco.

Invece di chiudere gli occhi come fece Felix Mendelssohn Bartholdy (1809-1847) quando a diciassette anni mise in musica le suggestioni provocate dalla lettura del Sogno shekspiriano, prima nell'Ouverture del 1826, che integrò senza alcuna modifica sedici anni più tardi nelle musiche di scena (1842) per la rappresentazione al teatro di corte di Postdam, qui bisogna aprirli: Eyes Wide Shut sul sogno e connubio tra danza e note nella foresta magica popolata da elfi, gnomi e fate di Titania, Puck e Oberon, però sulle punte.

Ricordiamo che al Costanzi la versione coreutica del capolavoro shakespeariano era già approdata all'Opera di Roma nelle letture di Pierre Lacotte (1988), Luc Bouy (2004) e Paul Chalmer (2009).

L'allenatissimo Corpo di Ballo diretto da Eleonora Abbagnato, che eccelle nelle performance di anno in anno, ha accolto come ospite (serate del 9 e 10 giugno) l'étoile dell’Opéra di Parigi Sae Eun Park, tornata al Costanzi dopo il debutto nel ruolo della baiadera Nikiya. A interpretare le voci soliste le allieve di Fabbrica Young Artist Program Jessica Ricci e Maria Elena Pepi. Il balletto vede inoltre la partecipazione degli allievi della Scuola di Danza.

Le deliziose scene quanto i flessuosi ed eleganti costumi sono a firma di Gianluca Falaschi, tra le oniriche luci di Valerio Tiberi, che illumina nel primo atto il mondo magico della foresta, che si ravviva appena le due coppie di giovani amanti varcano la soglia di questo mondo altro.

A fare da sfondo prima alla corte di Teseo, che sta per sposarsi con Ippolita, il mondo onirico e soprannaturale è incarnato da personaggi come Oberon, Puck e Titania. Inoltre vi è la presenza della realtà teatrale, rappresentata dai ballerini, Bottom in primis, che lavorano per allestire lo spettacolo in cui mettere in scena la vicenda di Piramo e Tisbe. Nella prima parte dello spettacolo sulla scena compare Teseo, che ricorda a Ippolita come, oramai, sia imminente la data in cui verrà celebrato il loro matrimonio.
Dentro la Corte irrompono altri personaggi. Egeo informa il suo Duca che sua figlia Ermia presto sposerà Demetrio. Tuttavia, contro la volontà di suo padre che viene presentato come un uomo incline al dispotismo ed alla violenza, Ermia ama Lisandro, sicchè non desidera unirsi in matrimonio con Demetrio. Le prime scaramucce vengono presentate in modo chiaro sulla scena.

Il Sogno, che George Balanchine, russo naturalizzato americano (Georgij Melitonis Dze Balančivadz, nato a San Pietroburgo nel 1904 e morto a New York nel 1983) ha interpretato come elfo ad otto anni, è reso subito presenza attraverso i corpi vivi e impalpabili che danzando animano Puck, creatura irreale ma sempre presente che muove, a volte anche senza volerlo, i fili delle relazioni umane. Puck è vitalità e caos, gioco e divertimento, senza cattiveria. Puck è l’infante irruento e scherzoso che è dentro ognuno di noi. Simone Agrò riesce a rendere perfettamente questa vitalità vorticosa e ironica, faccendiere scherzoso di Oberon, interpretato con altrettanta elegante perizia da Gabriele Consoli.

In questa prima parte dello spettacolo vi è una penetrante e significativa raffigurazione della inconciliabilità tra il mondo dei sentimenti e le convenzioni imperanti in una corte dominata dall'idea del potere arbitrario e privo di limiti. Ermia, posta di fronte alla scelta tra il matrimonio con Demetrio ed una vita condannata e votata alla solitudine ed al dolore, per sottrarsi alle angherie e alle prepotenze del padre, fugge nel bosco con l’uomo cha ama, Lisandro. La solista Marta Marigliani interpreta con trasporto la parte, soprattutto dopo che Puck, sbagliando coppie per il filtro d'amore, farà si che Lisandro corra dietro Elena. Quest'ultima si strugge e soffre in preda al tormento, poiché ama, senza essere corrisposta, Demetrio. Poiché Elena è l’amica  di Ermia, con cui ha condiviso fin dall’infanzia la vita senza che fra di loro vi fossero segreti, apprende che Ermia sta per fuggire nel bosco. Per dissuadere Demetrio dal continuare ad amarla e per poterlo finalmente conquistare, gli rivela che Ermia è sul punto di rifugiarsi nel bosco con il suo amato compagno Lisandro. 

In questa parte dello spettacolo è straordinario assistere al modo in cui nella rappresentazione si sovrappongono ed intersecano i tre livelli del reale, di cui parlava Calvino. Infatti, mentre Lisandro e Ermia dormono nel bosco, lontani dalla corte e dal dispotico genitore insensibile ed odioso, Oberon, figura che appartiene alla dimensione soprannaturale, compare in scena e, dopo aver avuto un dialogo aspro e violento con Titania che non vuole soggiacere al suo arrogante dominio, attraverso Puck decide di intervenire sui giovani innamorati, per influenzarne la volontà ed le scelte sentimentali.
Puck, secondo le indicazioni che ha ricevuto da Oberon, dovrà instillare negli occhi dei giovani un liquido tratto dai fiori, sicchè al loro risveglio i loro sentimenti muteranno repentinamente. Questo episodio, che ha un enorme importanza nel testo di Shakespeare, è utile per capire come i sentimenti umani abbiano una forma ed un contenuto che confina con il mondo di sogni, e, quindi, siano effimeri e destinati a una breve durata nel tempo.

Al risveglio, Lisandro abbandona Ermia nel bosco, la quale, sconcertata e in preda alla angoscia, si chiede come mai il suo giovane uomo l’abbia lasciata da sola senza una ragione ed un motivo. Elena, che in un primo momento era stata respinta da Demetrio, in seguito all’intervento di Puck, è desiderata sia da Demetrio che da Lisandro, rispettivamente i bravi Giacomo Castellana e Walter Maimone. Questo capovolgimento dei ruoli, nelle vicende amorose in cui sono coinvolti i quattro giovani personaggi, è notevole, poiché rivela come nella condizione umana tutto sia soggetto alla provvisorietà e come la felicità non possa che essere legata a brevi ed intensi momenti, irripetibili e unici. Alessandra Amato nel ruolo di Elena e la prima ballerina Marianna Suriano nel ruolo di Titania, sono incantevoli.

Nella seconda parte di questo spettacolo colpiscono sia i brani musicali il cui contenuto è simbolicamente capace di racchiudere i significati della commedia, sia i costumi che la scenografia, evocando i tre livelli di realtà presenti nella rappresentazione.

Intanto sulla scena appaiono gli attori che stanno preparando l’allestimento di uno spettacolo, per fare rivivere sul palcoscenico la vicenda mitologica dell’amore contrastato tra Piramo e Tisbe, narrato da Ovidio nel grande libro Le  Metamorfosi. In questo frangente appare Bottom, il bravo e ironico Mike Derrua, con il copricapo da asino, per uno scherzo di Oberon a Titania. 
In tal modo il tema del teatro nel teatro, che è ricorrente nella produzione letteraria di Shakespeare, basti pensare all’Amleto, nello spettacolo costituisce il terzo livello del reale, che rende ancora più complesso e ricco di senso il balletto che, nella scelta delle musiche di scena da parte di Balanchine, ne aggiunge altre, sempre fiabesche, di Mendelssohn, come La Fiaba di Melusina e La notte di Valpurga (ispirata a Goethe), riuscendo così ad estendere la danza nelle classiche due parti del balletto classico romantico. Balanchine, tra i maestri assoluti della danza del Novecento, creò questa sua versione di A Midsummer Night’s Dream nel 1962 per il New York City Ballet, e tuttora rimane una pietra miliare della storia della danza.

Con la definitiva riconciliazione tra Oberon e Titania, personaggi soprannaturali che abbandonano i mortali per ritornare nella loro naturale dimensione metafisica, le vicende amorose assumono uno sviluppo diverso. Proprio mentre sta per essere celebrato il matrimonio tra Teseo ed Ippolita nella corte ad Atene, Ermia si ricongiunge con Lisandro ed Elena riesce a conquistare Demetrio, sicchè alla fine della commedia si hanno tre matrimoni, con l’approvazione del Duca
Nella parte finale dello spettacolo, un profluvio di danze di gruppo e di pas de deux strepitosi, risuona uno dei brani più celebri di Mendelssohn, la Marcia nuziale. In questa seconda parte e divertissement danzano i primi ballerini Claudio Cocino insieme alla solista Sara Loro; Federica Azzone ha danzato il ruolo di Ippolita.

Straordinario spettacolo con pubblico esultante e teatro pieno di pubblico di tutte le età e molti stranieri. 

Citiamo in conclusione il magnifico coro delle Fate diretto da Ciro Visco ed interpretato con suadente levità nel fraseggio da 

Philomele, with melody
Sing in our sweet lullaby;
Lulla, lulla, lullaby, lulla, lulla, lullaby:
Never harm
Nor spell nor charm,
Come our lovely lady nigh;
So, good night, with lullaby.

(Filomela, con melodia/canta nella nostra dolce ninna nanna;/Ninna nanna:/mai fa male,/nè magia nè incanto,/avvicinati deliziosa nostra signora;/Così, buonanotte, con la ninna nanna. Trad. mia).

Pubblicato in: 
GN34 Anno XVIII 22 giugno 2026
Scheda
Titolo completo: 

TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

DOPPIO SOGNO – STAGIONE 2025/2026 
Sogno di una notte di mezza estate

Musica di Felix Mendelssohn-Bartholdy                        

Direttore Karen Durgaryan
Coreografia George Balanchine © The George Balanchine Trust

Maestro del Coro Ciro Visco
Coreografia ripresa da Sandra Jennings, Darla Hoover
Scene e costumi Gianluca Falaschi                                                    
Luci Valerio Tiberi

PERSONAGGI   INTERPRETI

Puck Gabriele Consoli 7, 9, 10, 12, 13 ore 20, 14 / Simone Agrò 11, 13 ore 15
Oberon Mattia Tortora 7, 9, 11, 13 ore 15, 14  / Simone Agrò 10, 12, 13 ore 20
Titania Marianna Suriano
Cavaliere di Titania Michele Satriano 7, 9, 10,12, 13 ore 20, 14 / Claudio Cocino 11, 13 ore 15
Bottom Antonello Mastrangelo 7, 9, 10, 12, 13 ore 20, 14 / Mike Derrua 11, 13 ore 15
Teseo Giacomo Castellana 7, 9, 11, 13 ore 15, 14 / Mattia Tortora 10, 12, 13 ore 20
Elena Alessandra Amato 
Demetrio Valerio Marisca 7, 9, 11, 13 ore 15, 14 / Giacomo Castellana 10, 12, 13 ore 20
Ermia Marta Marigliani
Lisandro Walter Maimone
Ippolita Federica Azzone

Divertissement Sara Loro 7, 11, 12, 13, 14 / Sae Eun Park 9, 10 
Claudio Cocino 7, 9, 10, 12, 13 ore 20, 14 / Michele Satriano 11, 13 ore 15

Orchestra, Coro, Étoiles, Primi Ballerini, Solisti e Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma
con la partecipazione degli Allievi della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma

Nuovo allestimento Teatro dell’Opera di Roma

TEATRO COSTANZI

ANTEPRIMA GIOVANI domenica 7 giugno 2026, ore 16.30
PRIMA RAPPRESENTAZIONE martedì 9 giugno ore 20.00

REPLICHE mercoledì 10 giugno ore 20.00; giovedì 11 giugno ore 20.00; venerdì 12 giugno ore 20.00; sabato 13 giugno ore 15.00 e ore 20.00; domenica 14 giugno ore 16.30