Opera di Roma. Tancredi ed i Pupi disincarnati in umani

Articolo di: 
Livia Bidoli
Tancredi

Un'opera di Gioachino Rossini molto particolare, con vari finali, che torna con grande verve al Teatro dell’Opera di Roma dopo ventidue anni: la regia della palermitana, ora di stanza a Roma, Emma Dante, ed il Direttore musicale del Costanzi Michele Mariotti sul podio, al suo debutto per questo melodramma eroico rossiniano. Tancredi è stato accolto con un tutto esaurito in tutte le serate, dal 19 al 29 maggio scorsi.

Il melodramma eroico in due atti su libretto di Gaetano Rossi, tratto da Voltaire e composto nel 1813, narra  la vicenda dell’eroe esiliato Tancredi, — ruolo originariamente affidato a un contralto en travesti — che torna in patria a Siracusa per difendere la città dagli invasori e riconquistare l’amata Amenaide, ingiustamente accusata di tradimento.Tancredi è quindi Carlo Vistoli, tra i controtenori italiani più affermati sulla scena internazionali e, lo diciamo subito, in stato di grazia, per quanto riguarda la voce e la presenza attoriale. Di concerto con il Maestro Mariotti, è stata resa anche un'altra modifica ed il duetto tra Tancredi ed Amenaide è stato reso piu' pervicace e vivace, nonchè drammatico, da un vero duello tra i due ed un colpo che ferisce la fanciulla. Il soprano Martina Russomanno, che la interpreta, è un altro dei capisaldi dell'opera lirica, che mostra grande presenza scenica, chiara emissione e particolarmente venata di drammaticità, nonchè si nota un forte affiatamente tra i due cantanti protagonisti.

Sia la regista Emma Dante sia il direttore musicale Michele Mariotti hanno optato per la versione tragica di Tancredi di Gioachino Rossini, ovvero quellam ferrarese, al contrario di quella veneziana, con lo scioglimento felice. In questa scelta si configura la versione che vede l'allestimento di Emma Dante a configurare Tancredi in un teatro di pupi siciliani in cui le identità si scambiano, e nei doppi si alternano le identità.

Ne sortisce che l'indagine di Emma Dante verte sia sull'identità del singolo pupo che rappresenta il personaggio, sia su quella del suo manovratore - all'inizio col tipico vestito nero e con in capo il fazzoletto annodato dietro la nuca dello stesso colore. Qui, come nella Cenerentola messa in scena da lei nel 2016, emergono dei gruppi di personaggi, anche le armate di soldati che si contrappongono a suon di "pennacchi", nonchè anche Solamir (ipotetico amante di Amenaide), emerge, solo come "pupo", invece di venir solo evocato, come "bambole", qui "pupi", che fa emergere anche una sweria riflessione sulla loro natura, soprattutto quando poi, nel secondo atto, "si tramutano" nei personaggi a pieno titolo

Stendiamo una lode imperitura agli immaginifici fondali dipinti di Carmine Maringola, che ritraggono l'Etna e la Sicilia come una terra esotica, misterica, dove tutto prende fuoco, metaforicamente parlando, così come le passioni di Tancredi ed Amenaide. Le scene sono di un'assoluta bellezza e ritraggono una Sicilia vera e allo stesso tempo fatata, inondata di un sapore di altri tempi, come ad allietare l'immaginazione con questi sprazzi di colore che disegnano una natura figurativa e significativa allo stesso tempo.

L'atmosfera del dramma vira fra la sospensione e l'indeterminatezza di una tragedia annunciata: d'altronde il fatto stesso che Amenaide per orgoglio o per eccesso d'amore non voglia confessare di essere così innocente quale essa è, apporta ulteriori drammi e sofferenze alla partitura che la abbelliscono del tutto sia per le arie sia per i duetti sia per la musica.

I pupi che si vedono sul palco, ad un certo punto avvertono il pubblico sulla loro identità, sentenziandola con dei cartelloni per distinguere gli uni dagli altri: come sopra dicevamo, essi sono all'inizio dei doppi che nella loro concretezza di essere manovrati dalle lunghissime funi che cadono dall'alto, riescono essi stessi a provare e a far provare la passione che inscenano per noi tutti, compresi i loro manovratori che, condividendo con loro cum passio, li diventano in essere.
Ed in fondo, confessa Emma Dante nella sua intervista: "E' proprio questo il fulcro ed il fine del dramma lirico: avvicinare le persone attraverso i sentimenti e le emozioni autentiche e far capire che quello che ci unisce può essere solo immedesimarsi nei panni altrui, esattamente come fanno i registi dei pupi con le loro creature."

Le magnifiche voci quindi di Carlo Vistoli per Tancredi e di Martina Russomando per Amenaide sono le due voci principe per una tragedia lirica che offre di Rossini un tableau vivant molto particolare e molto colorito, sia per la musica sia per la scenografia tanto italica. Buone le voci per gli altri ruoli, di Argirio con Enea Scala; Orbazzano di Luca Tittoto; Isaura di Ekaterine Buachidze e Roggiero di Maria Elena Pepi.

I costumi di Emma Dante e Chicca Ruocco sono il contrappunto delle scene, e Luigi Biondi allle luci dipinge un caleidoscopio sulle tende del teatro nel teatro, creando atmosfere surreali soprattutto nelle scene di insieme, ben coadiuvato da Manuela Lo Sicco ai movimenti coreografici. Il Coro del Teatro dell’Opera di Roma è diretto da Ciro Visco in modo esemplare e Michele Mariotti ha condotto l'Orchestra del Costanzi con assoluta perizia fin nell'aulica scena finale con la coppia sola in riva al mare. Applausi scroscianti per tutti, in particolare per la coppia principale.

Pubblicato in: 
GN31 Anno XVIII 1° giugno 2026
Scheda
Titolo completo: 

TEATRO DELL’OPERA DI ROMA
DOPPIO SOGNO
– STAGIONE 2025/2026 
TANCREDI 
Musica di Gioachino Rossini
Melodramma eroico in due atti
Libretto di Gaetano Rossi, da Voltaire

Direttore Michele Mariotti
Regia Emma Dante

Maestro del Coro Ciro Visco
Scene Carmine Maringola
Costumi Emma Dante e Chicca Ruocco
Movimenti coreografici Manuela Lo Sicco

INTERPRETI

Argirio: Enea Scala
Tancredi: Carlo Vistoli
Orbazzano: Luca Tittoto
Amenaide: Martina Russomanno / Giuliana Gianfaldoni 26
Isaura: Ekaterine Buachidze
Roggiero: Maria Elena Pepi*

*Dal progetto “Fabbrica” – Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma

Orchestra e Coro del Teatro dell’Opera di Roma

Nuovo allestimento Teatro dell’Opera di Roma

TEATRO COSTANZI

LEZIONE TANCREDI sabato 9 maggio ore 18.00 (Sala Grigia)
ANTEPRIMA GIOVANI sabato 16 maggio ore 19.00
PRIMA RAPPRESENTAZIONE martedì 19 maggio 2026, ore 20.00

REPLICHE

venerdì 22 maggio ore 20.00
domenica 24 maggio, ore 16.30
martedì 26 maggio, ore 20.00
venerdì 29 maggio, ore 18.00

Martedì 19 maggio in diretta su Radio3 e giovedì 21 in prima serata su Rai5