- Articolo di:Teo Orlando
Domenica 4 gennaio 2026 nel piccolo e raccolto Teatro Il Cantiere, situato nel cuore di Trastevere, abbiamo assistito a un incontro speciale: quello tra Marilena Paradisi e Kevin Harris, nel nome del jazz storico e dell'avanguardia contemporanea. Si presentava con una promessa impegnativa: un concerto “speciale” incentrato su improvvisazione e libertà creativa, con l’interplay come vera trama della serata. Non si tratta di etichetta di comodo: l’assetto in duo, essenziale e scoperto, impone che ogni secondo venga guadagnato con ascolto reciproco, perché senza una scaletta protettiva (o un repertorio “salvagente”) la musica vive o muore nel modo in cui due personalità riescono a farsi spazio senza schiacciarsi.
Venezia. I Vespri di Natale Monferrato a San Marco
È inveterata tradizione lagunare quella di tenere un concerto natalizio nella patriarcale Basilica di San Marco adorna dei suoi magnifici mosaici dorati e delle sue due cantorie antistanti, che hanno ospitato la gloriosa storia della musica sacra veneziana dai fiamminghi, dai due Gabrieli (Andrea e Giovanni) e da Monteverdi sino ad oggi. La plurisecolare tradizione prosegue e ne è ora protagonista la Cappella Marciana diretta da più di due decenni da Marco Gemmani, suo trentaseiesimo maestro di cappella, specialista ed erede di quel tipo di stile concertante e antifonico inconfondibilmente veneziano.
Un evento che unisce alla singolare e suggestiva cornice dei mosaici bizantineggianti autentiche rarità del repertorio musicale sacro veneto, come nel caso del Natale 1675. Il nome sugli scudi è quest’anno quello dello sconosciuto Natale Monferrato (1610-1685), di cui sono state eseguite in prima moderna le musiche per il Vespro natalizio del 1675 che comprendeva molti Salmi brevi a otto voci a due cori op.9 (Bologna 1675) concepiti nel tradizionale stile policorale della Serenissima (con i due cori misti sui pulpiti contrapposti dinanzi all’iconostasi), mentre i mottetti a voce sola (op.4 e op.6) in stile concertato (l’estatico ed espressivo Ardet cor meum e l’intenso e denso di pathos Clamo ad te), con solo basso continuo affidato all’organo - Alvise Mason alla tastiera di un positivo -, non erano alieni da virtuosismo vocale - soprani Maria Chiara Ardolino e Caterina Chiarcos. In conclusione il canto di lode con un esultante Magnificat a unire tutte le sorgenti sonore.
Il Vespro è la preghiera serale della liturgia cattolica recitata al tramonto e comprendeva di solito un inno, due salmi e un cantico del Nuovo Testamento, una lettura breve e un responsorio breve. Come è noto, Monteverdi ne compose uno monumentale, i Vespri della Beata Vergine, nel 1610.
Veneziano, allievo di Rovetta nel Seminario della città natale, Monferrato fu cantore, vicemaestro e maestro nel Conservatorio dei Mendicanti e maestro di cappella nella Basilica ducale di San Marco (dal 1676 alla morte) succedendo a Francesco Cavalli e lasciando poi il posto a Legrenzi. Riformò la capella con l’aumento del numero dei cantori a 36. Con Sala fondò a Venezia una importante stamperia musicale ed ebbe tra i suoi allievi Agostino Steffani. Sembra che abbia per la prima volta applicato al mottetto la forma col da capo delle arie del melodramma. Un compositore dunque non certo meritevole dell’oblio in cui è caduto dopo la morte, sorte toccata del resto a moltissimi colleghi di cui solo oggi si avverte il valore.


