Editoriale. FUOCO

Articolo di: 
Livia Bidoli
Limoges

È un caso che, vedendo M, la serie su Mussolini in tv, ho compreso tutto: ciò che avevo pensato cognitivamente parlando, che proveniva da conoscenze pregresse di tattiche di manipolazione di massa, organizzazione di gruppi armati, psychological operations (in gergo PSYOP), ha avuto la conferma “percettiva” data dalla Storia.

Come si erano formati i Fasci di Combattimento di M? Con i soldi e le armi: l'acquisizione facile di capolarato da spingere verso la distruzione di chi stava efffettivamente rivoluzionando il Paese. I Comunisti allora, i Pacifisti oggi, quella frangia non violenta che ha organizzato le manifestazioni in Italia, in Belgio, in Francia, in Germania, in Europa in questo scampolo di metà ottobre 2026.

Se vedete il film oppure vi leggete le carte di ciò che è avvenuto a Genova coi Noglobal nel 2001, le torture, la “Macelleria Messicana” perpetrata dalla Polizia Italiana nella Scuola Diaz (e il Generale Diaz era il Ministro della Guerra di Mussolini dal 1922 al 1924, morto nel 1928 di broncopolmonite), i Black bloc dietro cui operavano, nascosti, agenti specializzati e addestrati nella distruzione, troverete subito il nesso.

Ovvero, come si fa a far scadere nel “delinquenziario” dei vandali una manifestazione o sommossa europea a difesa di quelli che sono i nostri diritti acquisiti con anni di lotte, e i guadagni di una vita, cancellandoli con un gruppetto di studentelli eteroguidati e che rubano 4 paia di scarpe da ginnastica? Esattamente così, guidandoli e scatenando la loro ovvia rabbia di adolescenti e permettendogli di distruggere il bene comune, che, in prima istanza, è il campanile della Cattedrale di Limoges in Francia, il che è scandoloso.

Gli stessi che hanno permesso questo, o promosso questi disordini, sono coloro che nel 2019 hanno concesso a Notre Dame di bruciare impunemente, dietro i soliti “sbagli umani”.

Beh, questo autunno è di FUOCO, letteralmente, e questo, come ogni prodotto esplosivo, può estirpare oppure agire da catarsi. Sicuramente gli scioperi e i blocchi, giusti, degli agricoltori, sono di segno opposto a quelli di pochi studentelli manipolati e forse pagati due lire per i disordini. Gli agricoltori e i trasportatori lottano per la loro vita, e hanno bisogno di tutto il nostro appoggio, anche a costo di utilizzare le nostre scorte alimentari, che sicuramente abbiamo, o fermare le nostre auto per andare a piedi. La lotta deve pur costare qualcosa, altrimenti, non vale niente.

Pubblicato in: 
GN50 Editoriale speciale del 20 ottobre 2026