- Articolo di:Livia Bidoli
Un'opera di Gioachino Rossini molto particolare, con vari finali, che torna con grande verve al Teatro dell’Opera di Roma dopo ventidue anni: la regia della palermitana, ora di stanza a Roma, Emma Dante, ed il Direttore musicale del Costanzi Michele Mariotti sul podio, al suo debutto per questo melodramma eroico rossiniano. Tancredi è stato accolto con un tutto esaurito in tutte le serate, dal 19 al 29 maggio scorsi.
Opera di Roma all'Auditorium. BURN, un bruciante groviglio in danza
Il Teatro dell'Opera di Roma ha portato nella Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma BURN, un progetto innovativo di coreografia colletiva concepita dal celebre artista americano A.J. Weissbard. Al debutto per tre serate, dal 28 al 30 aprile, il nuovo allestimento del Teatro dell’Opera di Roma, è realizzato in coproduzione con Fondazione Musica per Roma ed il supporto di Orsolina28 Art Foundation. Dal dramma Burn This di Lanford Wilson nascono le storie di quattro personaggi, Anna, Pale, Larry e Burton, che prendono vita sul palcoscenico attraverso quattro ballerini straordinari.
I ballerini che si avvicendano sul palco sono molto diversi tra di loro, però li unisce un filo, quello dell'azzardo e delle esperienze plurime sul tappeto della danza. Promosso da Eleonora Abbagnato, Direttrice del Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera, questo progetto coreutico risulta nuovo, sebbene dati 1987 la prima messinscena a New York con John Malkovich nel ruolo di Pale. Qui Malkovich nell'ultima parte della coreografia diventa l'io narrante dell'evoluzione che unisce i due personaggi in un catartico legame.
Esploriamo i ballerini a cominciare da Ève-Marie Dalcourt (Canada) che disegna e balla il personaggio di Anna, poi Brandon Lagaert (Belgio) che costruisce e porta in scena il movimento scenico di Pale, Damiano Ottavio Bigi (Italia), è colui che sviluppa e interpreta la coreografia di Larry e Jonah Bokaer (USA/Tunisia) dà espressione corporea a Burton.
Ève-Marie Dalcourt la conosciamo per aver curato inoltre al Costanzi la ripresa di Cacti di Alexander Ekman l'anno scorso, di cui è rpétiteur come per Juliano Nunes, rimontando lavori per compagnie come il Ballet de l’Opéra de Paris, il Royal Swedish Ballet e lo Staatsballett Berlin.
Jonah Bokaer è coreografo e artista visivo statunitense di origine tunisina, integrando nella sua una ricerca danza, arti visive e design. Ha collaborato con artisti come Robert Wilson, Merce Cunningham e Daniel Arsham, firmando coreografie per produzioni operistiche e teatrali internazionali.
Damiano Ottavio Bigi, danzatore e coreografo italiano, ha collaborato con importanti realtà della danza contemporanea europea, tra cui il Tanztheater Wuppertal di Pina Bausch, di cui è stato membro dal 2005. Ha lavorato con Dimitris Papaioannou e con il CCN de Nantes di Claude Brumachon, partecipando anche al film Pina di Wim Wenders. Nel 2020 ha fondato la compagnia Fritz Company Bigi Paoletti, sviluppando un linguaggio che integra danza, teatro e arti visive.
Brandon Lagaert coreografo e performer belga, ha collaborato con la compagnia Peeping Tom, partecipando a creazioni come Vader, Moeder e Kind. La sua ricerca si caratterizza per un approccio multidisciplinare che combina danza contemporanea, teatro e linguaggi visivi. È fondatore della compagnia KAIHO, con cui sviluppa progetti per compagnie professionali e istituzioni formative internazionali, affiancando all’attività creativa quella pedagogica.
Lo spettacolo comincia in medias res, con le luci accese sul pubblico ed i ballerini che entrano sul palco e cominciano passi di danza per poi rivolgersi alla ballerina che compare in mezzo al pubblico e piano piano si avvicina e poi sale sul palco: Ève-Marie Dalcourt è algida e statuaria come Sylvie Guillem, e la corrente elettrica che traduce al pubblico è della medesima intensità.
Nel momento in cui sale la ballerina, si apre il palco e vengono tirati ai due lati le aperture di questo capannone industriale che ci offre alla vista un fondale scenografico strutturato come una sala da ballo per le prove, con specchi in alto e di lato insieme alle tipiche sbarre per fare esercizi di danza.
Quello che vediamo però non è solo una sala da ballo: è abitata da Anna come una casa dove si avvicendano svariati personaggi che di volta in volta si relazionano fra di loro e tre in particolare con lei. Anna è la ballerina principale di provenienza canadese e freelance che ha aderito insieme agli altri a questo progetto in cui i ballerini si confondono coi coreografi nella creazione sul palcoscenico della coreutica.
Weissbard ha quindi messo insieme un progetto in cui la creatività individuale viene messo al servizio di un collettivo di ballerini compresi quattro ballerini del Teatro dell'Opera di Roma, modulando una storia che si interseca con le altre. I quattro ballerini dell'Opera di Roma sono stati particolarmente efficaci ed hanno creato una performance di atmosfera cn le quattro pile a luce calda, proiettando ombre sui fondali e creando meraviglie di luce, sfumando il nero del buio con delle fiammelle pregne di calore, una delle coreografie più immaginifiche. I ballerini coinvolti - anche nel resto delle coreografie - sono: Valeria Scalisi, Alessandro Burini, Giovanni Cstelli e Jacopo Guarda.
Un groviglio di relazioni si avvicenda sul palco, con unioni e divisioni, scambi di coppie, menage à trois, e in un labirinto affascinante e sensuale. Ordine e disordine sono i due correlativi di ciò che compare e scompare sul palco come chiavi di uno sviluppo in divenire che chioserà con una asintomatica scena di sintesi.
Le musiche sono del celebre compositore della colonna sonora di In the Mood for Love di Wong Kar Wai, ovvero di Michael Galasso, americano (1949) che è scomparso a Parigi nel 2009, le cui musiche, sulla scia di Philip Glass, sono minimaliste e vicine alla generazione di John Cage e John Zorn, per la sperimentazione, come qui in Baroque. Un tappeto sonoro che ben si amalgamava con le danze postomoderne che sono terminate però in modalità molto romantica. Sottolineo poi il pas à deux tra Anna e Pale - Ève-Marie Dalcourt e Brandon Lagaert - di una sensualità elegante quanto sconvolgente nei suoi trascinanti allacci in perpetuum mobile.
Pubblico in delirio per la performance inaspettata, ha applaudito per parecchi minuti facendo uscire sul palco i ballerini piu' volte, compreso il coreografo ideatore, A. J. Weissbard, che ha creato tante coreografie con artisti come Robert Wilson, Marina Abramović, Peter Greenaway e William Kentridge.



