- Articolo di:Giulio Migliorini
La grande orchestra sassone si esibisce al Filarmonico di Verona davanti al pubblico delle grandi occasioni in una sala gremita. Dopo la Sesta di Mahler, ascolto nella sera di mercoledì 9 settembre alle ore 20:30 un programma ottocentesco, che spazia amorosamente dal classicismo beethoveniano al tardo romanticismo e al simbolismo dell’ultimo quarto del secolo diciannovesimo. Tra il 1805 del quarto concerto beethoveniano e il 1905 della sesta sinfonia di Mahler (perfezionata poi fino al 1907), in due giorni la Sächsische Staatskapelle Dresden porta a Verona una magnifica regata, un centennio di musica e sentimenti.
ROF 2026. Stabat Mater, in sontuosa trascendenza rossiniana
Il Rossini Opera Festival 2026 di Pesaro si è concluso con un'immagine dolorosa e compassionevole allo stesso tempo: lo Stabat Mater di Gioachino Rossini, il 23 agosto scorso, ha dato fine ad un festival del tutto glorioso e sontuoso per le sue partecipazioni canore ed i suoi allestimenti, nuovi e di repertorio. Alla bacchetta il Maestro valenciano Ramòn Tebar nell'Auditorium Scavolini mentre veniva proiettato in diretta in Piazza del Popolo, come ci ha ricordato in tribuna il Presidente del Festival Michele Dall'Ongaro, già Presidente dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma (solo per citare la nomina precedente).
Il Maestro Tebar, fin dall'inizio ha dimostrato sicurezza nel condurre l'Orchestra del Comunale di Bologna in questa prova che ha visto protagonisti dei solisti di primissima categoria, eccone i nomi: ladies first, il soprano russo Vasilisa Berzhanskaya, dalla voce piena, forte, specie l'Inflammatus con vocalità assertiva e rigogliosa. Una bella sopresa è l'emozionante morbidezza nel rigore vocale di Anna-Doris Capitelli, mezzosoprano che ha debuttato alla Scala con Hänsel und Gretel nel 2017 (Hänsel) e si è diplomata alla Hochschule für Musik Theater und Medien di Hannover (dove risiede attualmente).
La sostituzione di Dmitry Korchak per un grave evento famigliare ha visto partecipare alla compagine maschile una felice conoscenza del ROF, ovvero Dave Monaco, reduce da L'Occasione fa il ladro, ha fatto brillare la sua parte con estrema convinzione e tonalità coinvolgenti. Il celebre basso Adrian Sâmpetrean, nonostante la precedente indisposizione, ha messo tutto il suo nella parte con estrema eleganza, per cui il quartetto di solisti ha dato una prova brillante e intima di questa opera dalle impervie vicissitudini per il compositore, tra 1830 e 1840, sia per i viaggi sia per la stesura stessa.
Come sappiamo lo Stabat Mater (letteralmente "Stava la madre" di fronte al crocifisso del figlio morto), è attribuito a Jacopone da Todi, che l’avrebbe scritto all’inizio del Trecento ispirandosi, nel suo incipit, alla lettura del Vangelo di Giovanni (Gv. 19.25), è stata a suo tempo inserita, prima della riforma liturgica, nella Messa del 15 settembre (Messa dell’Addolorata), ed utilizzata nell’ufficio del venerdì precedente la Domenica delle Palme; contestualmente è stata sempre molto popolare perché ha lungamente accompagnato il rito della Via Crucis e delle Processioni del Venerdì Santo. Un canto liturgico, quindi, ma forse sarebbe meglio definirla una meditazione sulle sofferenze di Maria, durante la Passione e la Crocifissione di Cristo: una preghiera che l’orante rivolge per condividere il dolore provato dalla Madre e dal Figlio.
Spesso confrontato con lo Stabat Mater in do minore che Giovanni Battista Pergolesi ha composto all'età di 26 anni poco prima di morire, cui pure Rossini fa omaggio implicitamente, quest'ultimo è indomabilmente caratterizzato da un'energia foriera di un trascinamento peculiare al Nostro e ben riconoscibile. Special modo dal numero 6 del Quartetto, ovvero Sancta Mater, istud agas, da cui prende avvìo una perfetta e concreta dinamica tra tutti i solisti ed il Coro condotto dal Maestro Pasquale Veleno in modo encomiabile ed emozionante. Si ode tutto il materiale spurio e verace introdotto da Rossini che, ridondante, viene splendidamente esposto in simbiosi dalle parti soliste e orchestrali, nonchè il Coro. Per me è stato un momento di altezza trascendente e spirituale che ha scosso il pubblico fino all'applauso lunghissimo finale.

