Tre rappresentazioni del primo capolavoro operistico di Alban Berg hanno avuto luogo nella Sala Grande del Teatro del MaggioMusicale Fiorentino, il 27 e 30 settembre e il 3 ottobre 2026, nell’allestimento della Royal Opera House di Londra con la regia di Deborah Warner. L’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino è stata diretta dal giovane e affermato Thomas Guggeis, direttore tedesco dotato di grande carisma interpretativo e versatilità esecutiva. Ho assistito alla rappresentazione del 3 ottobre alle ore 15:30.
Il nuovo film di Aaron Sorkin, presentato come sequel a The Social Network, sceneggiato da lui ma allora diretto da David Fincher, scopre l'indagine investigativa del Wall Street Journal denominata The Facebook Files, andando a ritroso nel tempo e delineando ciò che la whistleblower Frances Haugen ha rivelato al giornalista investigativo e Premio Pulitzer Jeff Horwitz (interpretato nel film da Jeremy Allen White). Il film sarà al cinema dal 9 ottobre The Social, il prezzo della verità in inglese The Social Reckoning, ovvero la resa dei conti.
Appena letto il titolo della mostra mi è subito risuonata alle orechie una vecchia canzone dei Soundgarden: Black Hole Sun, che coi suoi riff di chitarra acustica materializzava quel Sole nero del titolo, circondato da un alone di luce, tipico delle eclissi. E di un'eclissi, di una distopia materialmente viva si tratta in questo labirinto di liquido nero che principia colla terra dalla quale è estratto e termine con le sue fiamme, - profetiche, eretiche? - nella scultura di una Sfinge gigantesca. All'Accademia di Francia di Villa Medici un percorso politico, a partire dal Petrolio di Pasolini, grande ispiratore, dalla storia di quell'oro nero che si è mutato in disastro ecologico e genocidio di intere popolazioni. Dal 9 ottobre di quest'anno fino al 18 gennaio 2027.
Nabucodonosor, questo è il titolo originale, anche se viene chiamato familiarmente Nabucco, l’eccellente esecuzione ha entusiasmato il numerosissimo pubblico presente. Francesco Lanzillotta ha diretto l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, il Coro del Teatro Regio di Parma e un ottimo cast: Ariunbaatar Ganbaatar, Nabucco, Andrés Moreno García, Ismaele, Michele Pertusi, Zaccaria, Lidia Fridman, Abigaille, Laura Verrecchia, Fenena, Adriano Gramigni, Il Gran Sacerdote di Belo, Simone Fenotti, Abdallo e Maria Cristina Bellantuono, Anna. La regia, scene, costumi sono stati di Pier Luigi Pizzi. Le recite sono state previste per il 3, 11, 18 e 24 ottobre, l’articolo si riferisce allo spettacolo del 3 ottobre.
L'8 ottobre scorso abbiamo assistito a una conferenza stampa per un evento insieme insolito e straordinario: la presentazione della nuova tappa della Tetralogia di Richard Wagner, ossia ilSiegfried, diretta da Daniel Harding, con la regia di Vincent Huguet. La straordinarietà consiste ovviamente nel fatto che quest'evento eccezionale non inaugura la stagione del teatro dell'Opera, bensì quella dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, rilanciando simultaneamente il ruolo dell'Auditorium Parco della Musica nella vita culturale della capitale.
Villa Medici. L'estetica della luce di Agnès Varda
Articolo di:
Livia Bidoli
Il 25 febbraio 2026 l'Accademia di Francia a Roma - Villa Medici ha aperto al pubblico due mostre: la prima è dedicata all’opera di Agnès Varda, intitolata Qui e là tra Parigi e Roma, riferendosi alla presenza italiana in particolare di Federico Fellini e Giulietta Masina. L'altra mostra è dedicata al Fotoromanzo che ritrae Nicole Gravier, ripercorrendo gli anni '70 coi suoi clichés stucchevoli e ricnoscibili.
La prima grande retrospettiva in Italia dedicata all’opera fotografica di Agnès Varda (1928–2019), è un omaggio che si inserisce nelle celebrazioni per il settantesimo anniversario del gemellaggio tra Parigi e Roma (1956–2026). Nicole Gravier con Fotoromanzo (25 febbraio – 4 maggio 2026), presenta la sua prima mostra istituzionale in Italia: artista che ha fatto del détournement e della decostruzione degli stereotipi mediatici una pratica pionieristica, con un lavoro che trova un’eco diretta nella rivoluzione femminista italiana degli anni Settanta.
Varda emerge come un’unica, fluida “scrittura per immagini” in cui la fotografia e il cinema non sono discipline distinte, ma vasi comunicanti di uno stesso sguardo. La mostra invita il visitatore a scoprire un universo poetico che trova il suo cuore pulsante nel cortile-atelier di rue Daguerre a Parigi, un luogo di vita e sperimentazione dove l’artista ha saputo immortalare la quotidianità e i volti della strada con ironia, precisione e una profonda tenerezza.
Il percorso espositivo rivela la straordinaria capacità della Varda di abitare i luoghi, tessendo un dialogo costante tra diverse geografie e atmosfere: l’Italia come controcampo che passa dalle vedute di Venezia ai ritratti romani di Luchino Visconti e Jean-Luc Godard. L’Italia è per lei una geografia dell’anima, esplorata con un’attenzione quasi grafica per le geometrie e le ombre. L'estetica della luce: nelle sue prime opere degli anni '40, si resta colpiti da una luce soffusa e vivida che avvolge i soggetti, evocando una ricerca interiore carica di significato.
Simboli e presenze: la figura protettiva del gatto Nini, che compare nelle sue opere fino agli ultimi anni di vita, agisce come un'entità animica che accompagna la narrazione, richiamando l'eleganza parigina degli anni '60.
Attraverso nove capitoli biografici e oltre 130 stampe originali, la mostra trasforma il visitatore in un flâneur contemporaneo, permettendogli di aggirarsi in una Parigi caleidoscopica, simile a quella descritta da Walter Benjamin o evocata dalle note di Debussy. È il ritratto di un’epoca — il dopoguerra — intrisa di vitalità e ricerca artistica, dove l’incontro con l’altro e l’attenzione per le vite marginali diventano lo specchio di un impegno sia emotivo che politico.
L’omaggio a questa "cineasta del quotidiano" si completa con una rete di relazioni artistiche che include nomi come Alexander Calder, e proseguirà idealmente con una successiva grande esposizione a Bologna, confermando l'eredità intramontabile di una donna che ha fatto del cinema e della fotografia una forma pura di libertà.