IUC. Il Re di Spagna. Relazioni musicali tra Spagna e Italia in un contesto globale

Nell’ambito della programmazione dedicata alla musica antica e alla prassi esecutiva storicamente informata, sabato 24 ottobre alle 17,30 in Aula Magna, la IUC e l’Instituto Cervantes presentano il Grupo de Música Barroca “La Folía” diretto da Pedro Bonet che propone Il Re di Spagna. Relazioni musicali tra Spagna e Italia in un contesto globale, con musiche che vanno da Guglielmo Ebreo da Pesaro e Francisco de la Torre, Antonio de Cabezón e Diego Ortíz, fino ad Arcangelo Corelli e altri, in un viaggio nelle relazioni musicali tra la penisola iberica e l’Italia.

Il trio, che prende il nome dalla celebre Follia, la forma musicale basata su variazioni che rappresenta uno dei più importanti contributi della tradizione musicale iberica al repertorio barocco, è stato fondato a Madrid nel 1977 dal flautista Pedro Bonet, con l'obiettivo di interpretare, su strumenti storici, il repertorio dei secoli XVI, XVII e XVIII. Il gruppo è attualmente ritenuto fra le formazioni dedite all’interpretazione storica che vanta la più lunga carriera nel panorama internazionale.

"Il Re di Spagna", o semplicemente "La Spagna” - ci racconta Pedro Bonet - era un particolare tenore di bassa danza, così chiamata perché si ballava rasoterra e solitamente era accompagnata dalla corrispondente “alta”, che, come indica il nome, era saltata. Con questi brani si identificava a livello internazionale, all'inizio dell'Età Moderna, la musica della Spagna, che ebbe con l’Italia – l’altra “esperide” dell’Europa meridionale – una lunga e feconda storia di relazioni musicali che qui intendiamo riflettere in un ambito geografico che abbraccia diversi continenti. Accanto a varie versioni rappresentative di questa forma musicale, potremo ascoltare in questo programma da concerto una selezione di brani che rappresenta solo un piccolo esempio delle enormi implicazioni musicali esistenti tra i due paesi. Ciò sia in relazione a questioni di dipendenza territoriale – come nei casi di Milano (Joan Ambrosio Dalza e la sua Calata a la spagnola) e Napoli

(Diego de Ortiz, maestro toledano della cappella vicereale che pubblicò il suo Trattato di glosse a Roma, o Falconiero, che visitò Madrid all’inizio del regno di Filippo IV) – sia per motivi di moda, quando nel XVIII secolo lo stile italiano divenne un riferimento mondiale, come nel caso di altri autori la cui opera si trova disseminata nei luoghi più vari. Tra gli altri autori si segnalano: Selma y Salverde, formatosi a Madrid, pubblicò la sua opera a Venezia, grande potenza dell’editoria musicale; la presenza della musica di Locatelli, lombardo stabilitosi ad Amsterdam, in un manoscritto musicale datato 1759 a Città del Messico, capitale della Nuova Spagna; Teodorico Pedrini, la cui sonata è conservata a Pechino, dove visse 35 anni come consigliere musicale e precettore, dopo un’epopea che lo portò a percorrere per anni l’America spagnola, dalla Terra del Fuoco ad Acapulco, nel suo viaggio verso la Cina partendo da Roma. Anche Giacomo Facco, musicista veneto che, dopo aver servito la corona spagnola a Napoli e in Sicilia, assunse importanti incarichi musicali alla corte madrilena; alcune variazioni anonime conservate a Parma sulle folías nella loro forma settecentesca, altro importante identificatore della musica spagnola. Infine Arcangelo Corelli fu il musicista di maggiore fama e diffusione internazionale di tutto il Barocco. La sua musica è presente in numerose fonti ispaniche e di questa particolare sonata del suo Opus 5 per violino, che ascoltiamo in una versione per flauto dolce pubblicata a Londra nel 1702, esistono trascrizioni anche negli archivi musicali delle missioni gesuite della Chiquitania, nell’odierna Bolivia, nel cuore del continente sudamericano.

IUC-Istituzione Universitaria dei Concerti
I CONCERTI DELL’AULA MAGNA
82ª Stagione 2026 | 2027
Sabato 24 ottobre 2026 ore 17.30 
Aula Magna Sapienza Università di Roma 

Il Re di Spagna. Relazioni musicali tra Spagna e Italia in un contesto globale

In collaborazione con Instituto Cervantes

 GRUPO DE MÚSICA BARROCA “LA FOLÍA”
Pedro Bonet flauto e direttore
Pedro Bonet González violoncello barocco 
Juan Carlos De Mulder arciliuto

Musiche di Guglielmo Ebreo da Pesaro, Francisco de la Torre, Antonio de Cabezón,
Diego Ortíz, Arcangelo Corelli e altri

Guglielmo Ebreo da Pesaro (1420-1484)
Falla con misuras (La Bassa Castiglia)

Francisco de la Torre (1460-1504)
Alta 

Antonio de Cabezón (1510-1566) 
Tres sobre el canto llano de la Alta

Diego Ortíz (1510-1576)
Recercadas primera y tercera sobre La Spagna

Bartolomé de Selma y Salaverde (1580-1638)
Canzon terza

Andrea Falconiero (1585-1656)
La Monarcha; Lo Spiritillo (Brando); L’Avellina (Corrente)

Joan Ambrosio Dalza (seconda metà del XV secolo - 1508)
Ricercare y Calata a la spagnola

Anónimo (s. XVIII)
Partite di Follia a Flauto (selezione)

Pietro Antonio Locatelli (1695-1764)
Sonata IV

Giacomo Facco (1680-1753)
Sinfonia IX

Teodorico Pedrini (1671-1746)
Sonata VII

Arcangelo Corelli (1653-1713)
Sonata n. 7 op. 5

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