80° Lirico Sperimentale “A. Belli”. Statagemmi e farse nel Dittico di Marcello Panni

Articolo di: 
Daniela Puggioni
Hanjo. Anna Pieri, Lorena Cesaretti e Nicolò Sasso. Foto Arianna Busti

Al Teatro Caio Melisso di Spoleto mercoledì 7 ottobre sono andati in scena due atti unici, Hanjo e Lo stratagemma dell’avvocato Manigoldi di Marcello Panni, autore della musica e dei libretti di entrambi i titoli. Due sono state le recite: la prima, riservata alle scuole, alle ore 9.30 e la seconda, aperta al pubblico, alle ore 20.30, quella cui si riferisce l’articolo.

Il Teatro Lirico Sperimentale “A. Belli” di Spoleto al termine della propria stagione ha offerto un ulteriore evento dedicato all’iscrizione dell’arte del canto lirico italiano nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO e agli 80 anni di attività dell'Istituzione.

Nella conferenza stampa di presentazione che ha preceduto lo spettacolo serale, Marcello Panni ha raccontato che in Giappone rimase affascinato da uno spettacolo del teatro Nō, lo colpì l’efficacia ottenuta con tre attori e pochi strumenti in scena. Poi lesse Cinque nō moderni (1955) di Yukio Mishima (1925 -1970) e scelse di mettere in musica Hanjo. Panni ha detto che fu spinto dall’allora direttore artistico del Maggio Musicale Fiorentino, Massimo Bogianckino, a comporre per orchestra la versione del 1994 per motivi di costo, in quanto sei orchestrali diventano ovviamente, solisti e come tali vanno remunerati a parte, a differenza dell’orchestra.

A Roma al Teatro Palladium, il 18 novembre 2016, Panni riuscì a proporre la nuova versione come lui l’aveva immaginata per un organico di sei strumentisti e tre cantanti. Il tema è incentrato sul desiderio e l’attesa. In una stazione di Tokio Hanako, giovane geisha, attende da tre anni l’amato Yoshio, al momento della partenza si erano scambiati i ventagli come pegno d’amore. Hanako persa nell’attesa affascina Jitsuko, la pittrice, che si è innamorata di lei e la custodisce come un bene prezioso. Quando Yoshio si presenta, dopo aver letto sul giornale della lunga e costante attesa di Hanako, la donna lo respinge perché non lo riconosce, anche se è simile e ha il suo ventaglio, è diverso dall’amante che vede ogni notte in sogno. Con infinita gioia di Jitsuko le due donne rimarranno insieme.

Panni ha spiegato che per lui la comprensione delle parole è fondamentale e ne ha tenuto conto nella composizione di recitativi e arie, come nei pezzi di assieme, in quanto forme della tradizione operistica che ha voluto evocare in forme diverse. La composizione è seducente, immerge pian piano nel mondo sognante delle due donne in cui la parola e la musica si compenetrano. I lacerti sonori sono come raggi che illuminano gli stati d’animo dei personaggi, traendoli dall’oscurità dei silenzi. Gli strumenti sono sei ma sembrano di più per la pienezza sonora, i sei giovani strumentisti dell’Ensemble dell’Avos Project hanno interpretato le parti con professionale bravura seguendo le indicazioni del navigato direttore Marco Angius, sempre attento nell’interpretazione di ogni segno della partitura. 

Il nuovo allestimento è di Gianni Dessì, che ha dichiarato che le sue scene volevano ricordare la struttura delle antiche case giapponesi di legno e carta con i pannelli che scorrono, sui pannelli sono stati proiettati i suoi disegni a china che richiamavano le stampe tradizionali. Belle le luci di Andrea Tocchio e deliziosi i costumi del Teatro Lirico Sperimentale scelti per i personaggi, in particolare quello bianco di Hanako. La regia di Cesare Scarton ha curato minuziosamente espressioni e movimenti, che sono notevolmente importanti per delineare i personaggi Jitsuko più estroversa e libera nei movimenti, Hanako misurata e chiusa nella sua immaginazione, Yoshio un alieno in quell’ambiente, una specie di “elefante nella cristalleria”.

Riuscita la scelta degli interpreti, Lorena Cesaretti, soprano, tra i vincitori del 79° Concorso del Teatro Lirico Sperimentale, ha affrontato con sicurezza il ruolo di Hanako, con una vocalità particolarmente acuta, una scelta timbrica riuscita, che la colloca in una dimensione “altra” lontana dalla realtà. Anna Pieri mezzosoprano dalla voce morbida ed espressiva si è calata nel vivace e intenso personaggio di Jitsuko, Nicolò Sasso, altissimo, con la sua profonda voce di basso, in contrasto timbrico e scenico, ha estremizzato la lontananza dal mondo femminile. Anna Pieri e Nicolò Sasso sono entrambi risultati idonei all’80° Concorso dello Sperimentale del 2026.

La seconda opera del Dittico è stata Lo stratagemma dell’avvocato Manigoldi una farsa in un atto e tre scene, liberamente tratta dalla commedia La trovata dell’avvocato Max di Bruno Corra (1940). Nel programma di sala Panni ha scritto:” Nell’estate del 2024 volevo scrivere qualcosa che mi astraesse da questo inutile senso di angoscia impotente, che mi viene un po’ dall’età, un po’ dai tamburi di guerra che ci circondano. La scrittura, come tutti sanno, è la sola via di scampo all’angoscia. Una sera di giugno ho sentito per caso alla radio una breve commedia del 1940 di Bruno Corra, (vedi la combinazione, il mio anno di nascita). In un italiano molto vicino al mio amato Achille Campanile e al linguaggio alato di Savinio, la commediola di questo dimenticato scrittore futurista mi sembrò subito perfetta per una farsa in musica di tipo Rossiniano.”

Lo stratagemma dell’avvocato Manigoldi Fu eseguito in prima assoluta il 9 novembre 2025 al Teatro Flavio Vespasiano di Rieti, nell’allestimento della Fondazione Flavio Vespasiano per il Reate Festival, che è stato anche quello visto a Spoleto.
La vicenda si svolge negli anni Cinquanta della trionfante speculazione edilizia. Nello studio dell’avvocato penalista Manigoldi arriva il giovane Leandro Lupis, segretario dell’industriale del cemento Pecorai, nome che allude alla provenienza sociale degli speculatori che convertirono i terreni dei pascoli in terreni edilizi, ma anche gli altri nomi sono indicativi del personaggio.

Lupis confessa di aver sottratto del denaro al proprio datore di lavoro per sanare un debito di gioco che lo metteva in pericolo. Il cinico Manigoldi vede nella situazione un’occasione da sfruttare, arriva anche Susy, la figlia di Pecorai, che vuole sposare Lupis, che si dichiara innamorato della ragazza. Lo stratagemma ideato riserverà sorprese, che non riveliamo per non svelare l’intrigo, poiché ci saranno le repliche il 6 febbraio 2027 e il 7 febbraio 2027 al Teatro della Cometa di Roma, recentemente riaperto.

La farsa è un “oliato ingranaggio” dei tempi teatrali che rendono bene l’incalzare e il ribaltamento dei ruoli, la musica vivace e non banale rende efficacemente la vicenda ed esalta la parola cantata e recitata. Un rossiniano, divertente gioco musicale che ha coinvolto i giovani musicisti l’Ensemble dell’Avos Project, guidati da Marco Angius in un esilarante vortice musicale teatralmente ben congegnato.
Essenziale ma efficace la scena di Gianni Dessì e appropriate le luci di Andrea Tocchio, così anche i costumi del Teatro Lirico Sperimentale. Cesare Scarton ha indirizzato con la nota competenza i giovani nella interpretazione delle parti con ironia, senza eccessi, ma con una scorrevole recitazione che ha reso godibile la farsa.

Mattia Ribba, baritono, tra i vincitori dell’80° Concorso del Teatro Lirico Sperimentale, nel ruolo dell’Avvocato Manigoldi ha mostrato padronanza vocale e una notevole disinvoltura scenica. Oronzo D’Urso tra i vincitori della 75ª edizione del Concorso del Teatro Lirico Sperimentale è stato un esilarante Leandro Lupis, vocalmente e scenicamente efficace nel rendere la parte. Stepan Polishchuk, baritono, tra i vincitori del Concorso dello scorso anno, che ha ricevuto Premio Spoleto Gioielli 2026 proprio per l’attitudine a rendere le parti comiche e surreali come ne La Cantatrice calva, ha confermato questa abilità nel ruolo dell’Ingegnere Pecorai e si è cimentato anche con successo nel dialetto ciociaro, scelto da Panni per rinverdire la tradizione del dialetto nei ruoli dei Buffi. Sara Di Santo, soprano anch’essa tra i vincitori dell’anno scorso, è stata una travolgente e spigliata Susy, vocalmente sicura con una emissione limpida e luminosa. Rosa D’alise, proveniente dalle libere audizioni del 2026, è stata la Voce dell’usciera. 

Il Dittico è stato eseguito senza interruzioni a parte, tra le due opere, il cambio di scena a scena aperta. Alla fine lunghi calorosi applausi per tutti: interpreti, musicisti, direttore, regista, scenografo e staff tecnico ma soprattutto per Marcello Panni.

Scheda
Titolo completo: 

80° Lirico Sperimentale “A. Belli” di Spoleto
TEATRO CAIO MELISSO

mercoledì 7 ottobre ore 20.30

UN DITTICO DI MARCELLO PANNI
Evento celebrativo dell’iscrizione dell’arte del canto lirico italiano nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale
dell’UNESCO e degli 80 anni del Teatro Lirico Sperimentale

Coproduzione Teatro Lirico Sperimentale e Teatro della Cometa

Hanjo
Opera in un atto dall'omonimo Nō moderno di Yukio Mishima (1955)
musica e libretto Marcello Panni (1994/rev. 2016)

Prima esecuzione: Roma, Teatro Palladium, 18/11/2016
Edizione Ricordi, Nuovo allestimento

Personaggi e interpreti:
Hanako, una giovane geisha Lorena Cesaretti
Jitsuko, pittrice Anna Pieri
Yoshio, un giovane Nicolò Sasso

Lo stratagemma dell’avvocato Manigoldi
Farsa in un atto e tre scene
liberamente tratta da La trovata dell’avvocato Max di Bruno Corra (1940)
musica e libretto Marcello Panni (2025)

Prima esecuzione: Rieti, Teatro Flavio Vespasiano, 09/11/2025
Edizioni Musicali Rai Com, Allestimento della Fondazione Flavio Vespasiano per il Reate Festival

Personaggi e interpreti:
Avvocato Manigoldi, penalista di grido Mattia Ribba
Dottor Leandro Lupis, segretario dell’ingegnere Oronzo D’Urso 
Ingegnere Pecorai, industriale del cemento Stepan Polishchuk 
Signorina Susy, giovane figlia dell’ingegnere Sara Di Santo
Voce dell’usciera Rosa D’Alise

direttore d’orchestra Marco Angius
regia Cesare Scarton
scene Gianni Dessì
costumi Teatro Lirico Sperimentale
luci Andrea Tocchio
assistente alla regia Antonella Lo Bianco

Ensemble dell’Avos Project
Flauto (anche in Sol e Ottavino) Lorenzo Minelli 
Clarinetto (anche Basso) Adriano Ricci
Percussioni Gianluca Saveri 
Pianoforte Matteo Canalicchio
Violino Enza Rendina 
Violoncello Giacomo Landi