- Articolo di:Livia Bidoli
È un caso che, vedendo M, la serie su Mussolini in tv, ho compreso tutto: ciò che avevo pensato cognitivamente parlando, che proveniva da conoscenze pregresse di tattiche di manipolazione di massa, organizzazione di gruppi armati, psychological operations (in gergo PSYOP), ha avuto la conferma “percettiva” data dalla Storia.
Dylan Dog riapre l'Eliseo sulla orme dell'incubo
Lo spettacolo Dylan Dog Horror Show debutta in anteprima nazionale al Teatro Eliseo di Roma il 28 ottobre 2026 (con anteprime speciali dal 22 ottobre), celebrando i quarant'anni dell'Indagatore dell'Incubo creato da Tiziano Sclavi. Alla conferenza stampa di presentazione era presente l'intero cast e la produzione, con Valter Malosti alla regia e Nicola Russo alla drammaturgia dall'originale creatura di Tiziano Sclavi per Sergio Bonelli Editore.
La conferenza stampa è stata moderata da Eva Carducci, vestita in un rutilante quanto androgino spezzato scuro. Ascoltiamo la presentazione della Carducci: "Si tratta della prima produzione teatrale diretta di Sergio Bonelli Editore, curata in collaborazione con Bonelli Entertainment e Viola Produzioni. L'evento segna anche la riapertura ufficiale del Teatro Eliseo. Per l'occasione, il foyer del teatro è stato trasformato in un percorso immersivo ispirato alla "Casa di Dylan Dog"."
La moderatrice Carducci inizia le domande al cast ed alla produzione: Come nasce la decisione di portare un'icona del fumetto italiano come Dylan Dog per la prima volta a teatro, proprio in occasione dei suoi 40 anni?
Michele Masiero (Direttore Editoriale, Sergio Bonelli Editore) risponde: «La scintilla iniziale ce l'ha data il nostro amico e produttore esecutivo aggiunto Francesco Bellomo, che ha messo questa "pulce nell'orecchio". Non volevamo un testo in prosa tradizionale né un musical, ma un'opera capace di contaminare più linguaggi: teatro, immagini, musica e movimento corporeo. Dylan Dog è un fenomeno di costume da oltre 500 milioni di copie. Porta con sé avventure popolari ma anche domande profonde sulle nostre paure. Portarlo a teatro è una sfida doverosa.»
Vincenzo Sarno (Bonelli Entertainment): «Per la Bonelli è un investimento e una scelta d'amore. Sarebbe stato più semplice fare un accordo di licenza con un produttore terzo, ma l'unico modo per curare e rispettare davvero Dylan era produrlo direttamente. Vedere prendere forma i personaggi nei corpi degli attori è stato un vero e proprio incantesimo.»
Alessandro Longobardi (Direttore Artistico, Teatro Eliseo): «È un momento importante per Roma e per la riapertura del Teatro Eliseo. La scelta di Bonelli di celebrare qui i 40 anni dell'Indagatore dell'Incubo ci permette di aprire il teatro a un nuovo pubblico e a tantissimi giovani.»
Domanda di Eva Carducci: Quali sono le differenze produttive principali tra il cinema o la TV e il teatro?
Antonio Lamarra (Direttore di Produzione, Sergio Bonelli Editore): «Nel cinema o nella TV il prodotto è terminato mesi prima dell'uscita. A teatro il debutto è la prima volta in cui l'opera si compie definitivamente, ed è qualcosa che si rinnova ogni sera con piccoli aggiustamenti. Inoltre, pur non essendo un musical, la macchina produttiva coinvolge circa 90 persone tra cast e maestranze.»
Eva Carducci: Mantenere l'emozione, la paura e la suspense del fumetto sul palcoscenico è complesso. Qual è stata la chiave della regia?
Valter Malosti (Regista): «Il fumetto permette cambi di scena e guizzi visivi arditissimi. A teatro la trasposizione parte essenzialmente dai corpi degli attori e dalla loro presenza. Ho cercato una presenza che fosse al contempo scultorea e cinematografica, senza eccedere nella psicologizzazione. Ho voluto creare uno spettacolo immersivo che parli ai sensi: chiunque deve poterne godere, sia i fan storici (che ritroveranno momenti e archetipi del fumetto) sia chi non ha mai letto un albo.»
Eva Carducci: Che ruolo gioca la musica dal vivo all'interno dello spettacolo?
Valter Malosti: «Nell'horror la musica fa il 60-70% dell'atmosfera. La musica è l'elemento in cui lo spettacolo nuota. L'ispirazione iniziale è partita dal brano Lullaby di Scott Walker, per poi spaziare verso sonorità vicine ai Nine Inch Nails, agli Arcade Fire e ad atmosfere sospese in stile David Lynch. In scena c'è un power trio dal vivo (chitarra, basso/synth, batteria/synth con Paolo Spaccamonti, Luca Cavina e Jacopo Battaglia) affiancato da un disegno sonoro avvolgente.»
Eva Carducci: Come si traduce l'universo narrativo di Tiziano Sclavi in una drammaturgia teatrale inedita?
Nicola Russo (Drammaturgo): «Mi sono posto due domande, scartando subito il Grand Guignol per cercare lo specifico teatrale dell'orrore. Il teatro è il luogo ideale per giocare con il tempo, i fantasmi e il passato che ritorna. Ho creato una storia contenitore inedita guidata da un personaggio originale, Veronika, una cliente che spinge Dylan in un viaggio spaventoso nella sua psiche e nel suo passato.»
Eva Carducci: Come si bilanciano l'orrore, l'ironia e la fragilità del protagonista?
Nicola Russo: «L'ironia di Dylan e Groucho è l'invenzione geniale di Sclavi che ci salva dall'orrore. È un elemento profondamente umano e commovente. Il mio compito è stato rispettare la scrittura originale inserendo al contempo una sensibilità personale.»
Eva Carducci: In tre aggettivi (o con una battuta), come descrivereste i vostri personaggi in questa produzione?
Marit Nissen (Veronika): «Eccentrica, misteriosa, eterna.»
Ida Marinelli (Madame Trelkovski): «Sorprendentemente visionaria, amichevolmente materna, empatica.»
Danilo Nigrelli (Demone Multipersonalità): «Intrigante, ironico, impertinente.»
Antonino Iuorio (Ispettore Bloch): «Iconico, paterno e mosso da profonda empatia. Ho accettato la parte senza nemmeno leggere il testo per la voglia di tornare a lavorare con Malosti.»
Camilla Nigro (Bree Daniels): «Fiera, tragica, risoluta.»
Beatrice Vecchione (Lillie Connolly): «Radicale, imprevedibile, golosa.»
Dario Battaglia (Xabaras): «Astuto, ipnotico, spietato.»
Annamaria Troisi (Morgana): «Enigmatica, inquietante, inafferrabile.»
Sofia Fusciani (Anna Never): «Sbadata, effervescente, inconsapevole.»
Gabriele Graham Gasco (Dylan Dog) e Loris Fabiani (Groucho): incarnano sul palco la dinamica centrale e inconfondibile della coppia protagonista. Durante la conferenza stampa c'è stato un momento molto spontaneo e divertente che li ha visti protagonisti con la condivisione del microfono e l'improvvisazione. Quando la moderatrice passa loro la parola chiedendo di descrivere i rispettivi personaggi e la dinamica del loro rapporto, Gabriele e Loris si accorgono di dover condividere un unico microfono: «Abbiamo il microfono insieme, non l'avevo visto!»
A questo punto parte lo sketch in "autogestione": invece di fare una dichiarazione formale, i due improvvisano un battibecco comico, scherzano sostenendo di aver "scoperto" che gli indagatori dell'incubo esistono davvero (!!!) e che intervengono per aiutare le streghe quando la polizia non riesce a risolvere un caso grazie a un'università di magia e stregoneria. Il loro momento si chiude tra le risate prima di lasciare spazio alle domande dei giornalisti.
La domanda riguarda la somiglianza fisica di Gabriele Graham Gasco con Dylan Dog. Il regista Valter Malosti scherza sull'aspetto naturale di Gasco dicendo: «Lui, con questi capelli da disgraziato in realtà gli assomiglia molto...», evidenziando come la scelta del cast abbia unito una spiccata somiglianza iconica alla bravura attoriale.
Il direttore artistico Alessandro Longobardi e il drammaturgo Nicola Russo sottolineano che la presenza di Groucho e la sua alchimia con Dylan rappresentano la vera cifra geniale di Tiziano Sclavi: un'ironia profondamente umana capace di salvare il protagonista e il pubblico dall'angoscia dell'incubo, che vi aspetterà dal 28 ottobre fino all'8 novembre.


