- Articolo di:Giulio Migliorini
Tre rappresentazioni del primo capolavoro operistico di Alban Berg hanno avuto luogo nella Sala Grande del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, il 27 e 30 settembre e il 3 ottobre 2026, nell’allestimento della Royal Opera House di Londra con la regia di Deborah Warner. L’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino è stata diretta dal giovane e affermato Thomas Guggeis, direttore tedesco dotato di grande carisma interpretativo e versatilità esecutiva. Ho assistito alla rappresentazione del 3 ottobre alle ore 15:30.
80° Lirico Sperimentale Belli. Riscoperta de La cantatrice calva di Chailly
La rappresentazione de La cantatrice calva di Luciano Chailly (1920 – 2002) è stata accolta dal folto pubblico presente nel Teatro Caio Melisso di Spoleto con lunghi ed entusiastici consensi. Marco Angius ha diretto i Solisti dell’Orchestra Filarmonica Umbra Vittorio Calamani e un cast di giovani cantanti provenienti dalla formazione dello Sperimentale: Nicola Di Filippo, Davide Peroni, Giorgia Cavaliere, Davide Romeo e Beatrice Caterino mentre provengono dalle libere audizioni Simone van Seumeren e Rosa D’Alise. Il nuovo allestimento e la regia sono stati di Pier Luigi Pizzi. Oltre all’anteprima giovani del 3 settembre, le recite si sono svolte il 4, 5 e 6 settembre, il presente articolo si riferisce alla recita del 4 settembre.
Nell’80° Stagione del Teatro Lirico Sperimentale il direttore artistico, Enrico Girardi, ha proseguito brillantemente nella riscoperta di opere poco frequentate o dimenticate di compositori italiani del ‘900, come Rota, Negri, Bettinelli, Carpi e Chailly. Questa volta è stata messa in scena La Cantatrice calva, l’ultima opera teatrale di Luciano Chailly composta sul libretto di Eugène Ionesco (1920 – 2002), nella traduzione italiana di Gian Renzo Morteo e tratto dalla sua celebre “anti-commedia”, considerata il manifesto del teatro dell’assurdo. Dopo un iniziale insuccesso della prima messa in scena de La Cantatrice chauve di Ionesco, l’11 maggio 1950, a Parigi nel Théâtre des noctambules, solo nel 1957 la nuova prima de La Cantatrice chauve fu ripresa con successo al Théâtre de la Huchette, dove è ancora in scena, da allora senza interruzioni, nell’originario e storico. allestimento di Bataille.
Già la messa in scena de La procedura penale di Chailly nel 2024 realizzata dallo Sperimentale anticipava l’interesse del compositore per un tema amaramente ironico e surreale. Chailly apportò tagli opportuni al testo e rese reale la presenza della Cantatrice calva che canta fuori scena, ma conservò intatte le indicazioni delle didascalie. L’opera fu composta tra il 1981 e il 1982, come indicato dallo stesso autore e andò in scena per la prima volta a Vienna, al Wiener Kammeroper, il 5 novembre 1986.
La Cantatrice calva è un’opera da camera in un atto, nell’Introduzione da ‘La pendola’ viene il tema di 12 note da cui si originano le 20 variazioni, variazioni non facili da discernere, una sequenza musicale in cui si svolgono le 11 scene della pièce. La pendola rimane una presenza inquietante quando il suo suono si manifesta. In conferenza stampa Marco Angius ha dichiarato che la concertazione presenta vari problemi, i 15 strumenti che compongono l’ensemble non suonano tutti insieme, ma sono solisti che possono unirsi e si pongono come doppio, luce e ombra dei personaggi.L’ensemble, infatti, è organizzato in tre quintetti di fiati, archi e strumenti a pizzico: i coniugi Smith si riflettono all’inizio negli strumenti a pizzico, mentre a Mary risponde una combinazione di ottavino e corno inglese, i signori Martin sono supportati da un quartetto d’archi e il capitano dei pompiere da un controfagotto oltre che da combinazioni di violoncello e contrabbasso. Sia negli incastri della doppia coppia in scena, sia nei singoli momenti della cameriera Mary e del capitano dei pompieri, si riconoscono richiami interni e trasversali.
I bravi Solisti dell’Orchestra Filarmonica Umbra Vittorio Calamani hanno seguito le indicazioni del direttore e nelle parti solistiche hanno esibito un notevole virtuosismo. Angius e Pizzi nel brillante battibecco tra Mary e il flauto hanno deciso di fare alzare e porre in primo piano il solista, il valente Arcadio Baracchi, accentuando così la teatralità della situazione. Marco Angius ha anche aggiunto che l’intesa con il regista è di cruciale importanza in questa opera in cui è fondamentale la comprensione delle parole e l’interpretazione scenica. Abbiamo spesso ricordato l’importanza della preparazione dei giovani cantanti che viene svolta dallo Sperimentale, infatti il lavoro svolto con gli interpreti per la corretta articolazione delle parole ha dato i suoi frutti nel canto declamato come nei parlati.
In conferenza stampa Pier Luigi Pizzi ha confessato che ha trovato la soluzione per rendere il rapporto tra la libertà del testo e la costruzione logica dell’opera quando è arrivato l’Ensemble perché l’ascolto della musica gli ha chiarito la comprensione dell’opera. Vedendo la rappresentazione si è potuto capire l’importanza dell’arduo e intenso lavoro di Pizzi con gli interpreti, non solo nella collaborazione con Angius per ottenere la chiarezza nella dizione, ma anche nell’attenzione alla gestualità arricchita da tic caratteristici per ogni personaggio e adatta al teatro dell’assurdo.
Nella creazione delle scene e dei costumi Pizzi si è divertito nell’enfatizzare il simbolo dell’Union Jack, bandiera ufficiale della Gran Bretagna, e dei suoi tre colori blu, bianco e rosso. Ogni costume descrive ironicamente ogni personaggio, coerentemente con la caratterizzazione scenica. Le luci di Eva Bruno hanno ben contribuito alla riuscita della messa in scena. Tre le novità introdotte dalla regia di Pizzi: l’elenco dei cibi in francese come omaggio a Ionesco, la comparsa in scena della Cantatrice calva e la presenza dei coniugi Smith quando i Martin chiudono il cerchio cominciando a ripetere i discorsi iniziali degli Smith, poiché i Martin sono rimasti a casa degli Smith.
Il cast si è rivelato omogeneo e molto ben preparato, sia vocalmente che scenicamente, le focose acclamazioni che hanno ricevuto sono state ben meritate e sono state rivolte anche a Marco Angius e Pier Luigi Pizzi, che alla fine hanno riservato al pubblico una ironica e giocosa sorpresa molto apprezzata: l’esecuzione strumentale e vocale di God save the King.


