- Articolo di:Teo Orlando
Giovanni Bellucci ha inaugurato a Roma la sua stagione concertistica il 9 gennaio 2026. La venue è stata, anche questa volta, la Sala Riario dell’Episcopio di Ostia Antica (che appartiene, non dimentichiamolo, al comune di Roma, checché ne dicano alcuni velleitari secessionisti). Ad attenderlo un vasto pubblico, con alcuni aficionados che seguono il Maestro da anni.
Da Vinci Classics. Un tris al pianoforte
Un tris di cd firmati Da Vinci Classics che vanno da Mozart con Carmelo Giudice al pianoforte, poi i Piano Works con musiche di Respighi con Pietro Beltrami; ultima, la riscoperta della compositrice napoletana Gilda Ruta da parte della pianista Elisa Rumici.
MOZART Masterpieces in minor keys Carmelo Giudice (pianoforte)
Ecco un modo intelligente di riproporre in cd il plurigettonato ed universalmente eseguito Mozart: quello di assemblare suoi lavori, nel nostro caso per pianoforte, a seconda della modalità. Vi si ritrovano molte pagine tutte in tonalità di modo minore (la, re, do, si), il che conferisce alla registrazione del siracusano Carmelo Giudice, formatosi a Catania e Milano, un colore particolare. Ci se ne rende conto subito sin dalla iniziale Sonata in la minore K 310, scritta nel 1778 a Parigi dopo la drammatica notizia della morte della madre.
Come si avverte anche che il pianista siciliano ha seguito anche un corso di tastiere storiche poiché non solo risale alle fonti ma anche si dimostra capace di trovare le adamantine sonorità adeguate al pianoforte mozartiano. Tra i pezzi noti anche la Fantasia in re minore K397 e la chiaroscurata Sonata in do minore K457 (Vienna 1784) che viaggia spesso in coppia con la affine Fantasia in do minore K475. Giudice coglie con squisita musicalità il dark side del salisburghese.
RESPIGHI Piano Works Pietro Beltrami (pianoforte)
Del bolognese Ottorino Respighi, direttore del Conservatorio romano di S. Cecilia, allievo di orchestrazione di Rimski-Korsakov a Pietroburgo e dunque anch’egli straordinario orchestratore come ben dimostrano i suoi poemi sinfonici, era quasi scontato che si potesse dimenticare la produzione pianistica. Ripara in parte alla mancanza questo cd del trentaseienne pianista e compositore bolognese Pietro Beltrami, formatosi all’Accademia di Imola ed attualmente docente al conservatorio di Parma.
Del compositore Beltrami propone i Sei Pezzi P44 che denunciano influenze francesi (Debussy) e romantiche (Liszt) con un davvero carezzevole Valse caressante, un Minuetto e un Notturno, Tre Preludi sopra melodie gregoriane P135 (Capri, 1919) dedicate a Casella, che ben attestano il suo interesse per la musica antica, la tripartita Sonata in fa minore P16 oltre ad alcuni fogli d’album (tre Preludi e due Andante). Vi si avverte come lo sguardo di Respighi fosse europeo e dunque superasse gli angusti confini della madrepatria. Non bisogna del resto dimenticare che a Bologna suo maestro di composizione era stato Giuseppe Martucci, pianista e compositore certo di larghe vedute musicali. La lettura che Beltrami ce ne offre è convincente e variegata.
RUTA Piano works Elisa Rumici
Ci era davvero poco nota sinora la figura della pianista e compositrice napoletana Gilda Ruta (1853-1932), figlia del compositore e didatta Michele, condirettore del conservatorio partenopeo, critico del Corriere del Mattino e fondatore della rivista La Musica. Gilda aveva studiato naturalmente col padre ma poi addirittura anche con Franz Liszt, debuttando in concerto a Napoli nel 1872. Si trasferì a New York nel 1896 e vi rimase sino alla fine. Alcune sue sapide pagine da concerto vengono oggi restituite all’ascolto dalla pianista e ricercatrice Elisa Rumici diplomata a Udine, ma
con perfezionamento a Basilea e laurea all’Università di Friburgo.
Le pagine qui ben eseguite sono in perfetta sintonia con lo stile tardoromantico e sentimentale del tempo (penso ad esempio alla romanza da salotto di Tosti o ai Pezzi lirici di Grieg). Nel colorito florilegio si segnalano il Capriccio brillante (1889), il Bolero (1889), la Polacca di concerto (1889), la neobarocca Suite a canoni (1885) ed altri fogli d’album (Siciliana, Mesta serenata, Primavera) della prima metà degli anni Ottanta. Una felice riscoperta tutta al femminile.


