teatro

  • Requiems
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Il 10 e l'11 luglio si è svolto uno spettacolo sconcertante, vitale, straordinario ad Ostia antica per il festival organizzato dal Teatro di Roma: il Ballet Preljocaj, che ha sede ad Aix en Provence nel Pavillon Noir, in Cost'Azzurra vicino Marsiglia, ha presentato tra le rovine romane e nel teatro antico di Ostia, il balletto Requiem(s), con una compagnia di 19 ballerini.

  • Medea
    Articolo di: 
    Teo Orlando

    Il 4 luglio, nella chiesa sconsacrata di San Nicola a capo di Bove, presso il Mausoleo di Cecilia Metella, sull'Appia Antica, la terza edizione del festival Attraversamenti ha proposto la Medea di Euripide nell’adattamento e nella regia di Carlo Emilio Lerici, con la traduzione parziale di Filippo Amoroso. Non era semplice far risuonare ancora una volta una delle tragedie più rappresentate del canone occidentale senza ridurla a manifesto sull’emancipazione femminile o a referto clinico di una follia omicida. Il regista ha scelto di comprimere il testo, in chiave minimalista, riconducendo il dramma al triangolo formato da Medea, Giasone e la Nutrice, che svolge anche la funzione del Coro, cui si aggiunge il corpo muto di una danzatrice.

  • Elektra
    Articolo di: 
    Monica Ferri

    Calesso e Filiberti incendiano il Teatro Verdi di Trieste in occasione del nuovo allestimento dell’opera di Richard Strauss. Ci sono spettacoli che si applaudono e spettacoli che si imprimono nella memoria. L’Elektra di Richard Strauss - su libretto di Hugo von Hofmannsthal tratto dall'omonima tragedia di Sofocle - visto in scena al Teatro Verdi di Trieste, dopo quarantotto anni di assenza, appartiene senza esitazione alla seconda categoria. Una produzione, andata in scena sino al 28 giugno, nel capoluogo giuliano che rimarrà negli annali della Fondazione lirica triestina, capace di strappare ovazioni al pubblico.

  • Le Baccanti
    Articolo di: 
    Teo Orlando

    Il grande teatro antico, quando è davvero tale, non si limita a ricostruire le memorie del passato, individuale o collettivo che sia: lo lascia ritornare come potenza perturbante, unheimlich avrebbe detto Sigmund Freud, parlando del riaffiorare di ciò che è rimosso. È accaduto il 25 giugno 2026 al Teatro romano di Ostia antica con Le Baccanti di Euripide nella regia, adattamento, scene, luci e costumi di Theodoros Terzopoulos, che ha usato la traduzione, bella, "infedele" e seducente, di Edoardo Sanguineti, con Roberto Latini nel ruolo di Dioniso. Ed è accaduto in una forma quasi beffardamente dionisiaca: lo spettacolo, infatti, si è chiuso circa quindici minuti prima del previsto per la pioggia: l'evento ci è sembrato non un banale incidente puramente tecnico, ma quasi un irrompere della meteorologia dentro la liturgia scenica. Il cielo ha quasi interrotto il rito, o forse lo ha realizzato compiutamente: Dioniso ha chiamato, per così dire, in soccorso Zeus, perché non tollera mai fino in fondo la cornice che pretende di contenerlo.

  • Martin Levac
    Articolo di: 
    Teo Orlando

    Il 16 giugno scorso nella cavea dell'Auditorium Parco della musica di Roma abbiamo assistito alla messa in scena di un progetto "inverso": con il titolo Genesis – One Night with the Orchestra un ensemble stratificato ha restituito il repertorio progressive dei Genesis (uno dei gruppi più iconici dell'inizio degli anni Settanta) alla grande compagine orchestrale, mostrando che molte pagine della band capitanata da Peter Gabriel non avevano soltanto aspirazioni classicheggianti, ma possedevano già, nella loro struttura interna, una vera vocazione alla trascrizione in termini sinfonici.

  • Festival dell'Operetta
    Articolo di: 
    Monica Ferri

    Due  titoli, concerti di operetta e musical inseriti nel programma di TriesteEstate. È il Festival dell’Operetta di Trieste che si inaugura il 19 giugno prossimo nel capolugoo giuliano. Una chicca che si svolge tra teatri cittadini e piazze e giardini, a cura dell’Associazione Internazionale dell’Operetta. Nato dalla collaborazione tra Comune di Trieste nell’ambito di TriesteEstate, la Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste e il Teatro Stabile FVG, il Festival propone quest’anno due produzioni d’operetta. Si parte con Ballo al Savoy il 19 e 20 giugno al Politeama Rossetti, mentre il 9, 11 e 12 luglio sarà la volta de La Bajadera al Teatro Verdi.

  • Le notti bianche
    Articolo di: 
    Stefano Coccia

    Frammenti da Le notti bianche: questo più precisamente è il titolo dello spettacolo andato in scena la sera del 3 giugno al Teatro Arcobaleno di Roma. E lì ci siamo confrontati con una serie di scelte quanto mai appropriate, a partire volendo proprio dalla location: il palco così spazioso del Teatro Arcobaleno si è sempre prestato bene all'allestimento di “classici” che intendessero poi valorizzare l'elemento scenografico; e tra i primi esempi a tornarci in mente e di cui siamo stati testimoni diretti vi è senz'altro Mostellaria (la commedia del fantasma), riuscito omaggio alla drammaturgia plautina ivi andato in scena dal 28 dicembre 2019 al 19 gennaio 2020.

  • Manifesto del 51° Cantiere d'Arte di Montepulciano
    Articolo di: 
    Daniela Puggioni

    L’edizione del 51°Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano festeggia il centenario della nascita del suo creatore, Hans Werner Henze (1926 – 2012), artista e intellettuale tedesco. Il suo messaggio di libertà e democrazia attraverso l’espressione artistica si espresse nella condivisione della conoscenza, dell’esperienza e della creazione artistica.

  • Michele Mariotti
    Articolo di: 
    Aksana Miron

    Al Teatro dell’Opera di Roma, nel cartellone sinfonico della stagione, un programma straordinario diretto da Michele Mariotti: un concerto sinfonico trasmesso anche in diretta su Radio3. Le ultime composizioni vocali di Richard Strauss: i Vier letzte Lieder (gli Ultimi Quattro Lieder) sono state seguite, nella seconda parte, dalla Sinfonia n. 9 in do maggiore, detta “La Grande”, di Franz Schubert.

  • Valerio Vicari
    Articolo di: 
    Monica Ferri

    Manca ormai poco alla presentazione della nuova stagione del Teatro Verdi di Trieste, che verra presentata a giugno, la prima sotto la guida del nuovo direttore artistico Valerio Vicari.  E a cinque mesi  dal suo insediamento, cresce la curiosità attorno alla visione culturale che imprimerà a uno dei principali teatri lirici del Nordest. Apertura alla contemporaneità, attenzione al repertorio, dialogo con la città e centralità della musica sembrano essere i cardini del suo progetto per un teatro aperto, dove il focus è  sulla musica e sull’amore per questa grande arte. Lo abbiamo intervistato a Trieste per capire quale futuro immagina per il Verdi.