- Articolo di:Livia Bidoli
Il percorso autunnale a Santa Cecilia si apre con i grandi concerti per pianoforte ed orchestra del russo (naturalizzato americano nel 1943) Sergej Rachmaninoff: al pianoforte una stella del piano come Nikolai Lugansky, nato a Mosca e, alla guida dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, un altro russo, ma di San Pietroburgo, Stanislav Kochanovsky. Tre serate, 21, 24 e 27 settembre, tutte dedicate all'astro russo emigrato l'anno seguente alla rivoluzione d'ottobre, nel 1918, nella grande mela, New York. Delle tre serate, ne abbamo seguite due in particolare, quella del 24 settembre, con il raro Concerto n.4, L’isola dei morti e la Rapsodia su un tema di Paganini; e quella del 27 settembre, con il Concerto n. 3 e la Sinfonia n. 2.
teatro
- Articolo di:Monica Ferri
Calesso e Filiberti incendiano il Teatro Verdi di Trieste in occasione del nuovo allestimento dell’opera di Richard Strauss. Ci sono spettacoli che si applaudono e spettacoli che si imprimono nella memoria. L’Elektra di Richard Strauss - su libretto di Hugo von Hofmannsthal tratto dall'omonima tragedia di Sofocle - visto in scena al Teatro Verdi di Trieste, dopo quarantotto anni di assenza, appartiene senza esitazione alla seconda categoria. Una produzione, andata in scena sino al 28 giugno, nel capoluogo giuliano che rimarrà negli annali della Fondazione lirica triestina, capace di strappare ovazioni al pubblico.
- Articolo di:Teo Orlando
Il grande teatro antico, quando è davvero tale, non si limita a ricostruire le memorie del passato, individuale o collettivo che sia: lo lascia ritornare come potenza perturbante, unheimlich avrebbe detto Sigmund Freud, parlando del riaffiorare di ciò che è rimosso. È accaduto il 25 giugno 2026 al Teatro romano di Ostia antica con Le Baccanti di Euripide nella regia, adattamento, scene, luci e costumi di Theodoros Terzopoulos, che ha usato la traduzione, bella, "infedele" e seducente, di Edoardo Sanguineti, con Roberto Latini nel ruolo di Dioniso. Ed è accaduto in una forma quasi beffardamente dionisiaca: lo spettacolo, infatti, si è chiuso circa quindici minuti prima del previsto per la pioggia: l'evento ci è sembrato non un banale incidente puramente tecnico, ma quasi un irrompere della meteorologia dentro la liturgia scenica. Il cielo ha quasi interrotto il rito, o forse lo ha realizzato compiutamente: Dioniso ha chiamato, per così dire, in soccorso Zeus, perché non tollera mai fino in fondo la cornice che pretende di contenerlo.
- Articolo di:Teo Orlando
Il 16 giugno scorso nella cavea dell'Auditorium Parco della musica di Roma abbiamo assistito alla messa in scena di un progetto "inverso": con il titolo Genesis – One Night with the Orchestra un ensemble stratificato ha restituito il repertorio progressive dei Genesis (uno dei gruppi più iconici dell'inizio degli anni Settanta) alla grande compagine orchestrale, mostrando che molte pagine della band capitanata da Peter Gabriel non avevano soltanto aspirazioni classicheggianti, ma possedevano già, nella loro struttura interna, una vera vocazione alla trascrizione in termini sinfonici.
- Articolo di:Monica Ferri
Due titoli, concerti di operetta e musical inseriti nel programma di TriesteEstate. È il Festival dell’Operetta di Trieste che si inaugura il 19 giugno prossimo nel capolugoo giuliano. Una chicca che si svolge tra teatri cittadini e piazze e giardini, a cura dell’Associazione Internazionale dell’Operetta. Nato dalla collaborazione tra Comune di Trieste nell’ambito di TriesteEstate, la Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste e il Teatro Stabile FVG, il Festival propone quest’anno due produzioni d’operetta. Si parte con Ballo al Savoy il 19 e 20 giugno al Politeama Rossetti, mentre il 9, 11 e 12 luglio sarà la volta de La Bajadera al Teatro Verdi.
- Articolo di:Stefano Coccia
Frammenti da Le notti bianche: questo più precisamente è il titolo dello spettacolo andato in scena la sera del 3 giugno al Teatro Arcobaleno di Roma. E lì ci siamo confrontati con una serie di scelte quanto mai appropriate, a partire volendo proprio dalla location: il palco così spazioso del Teatro Arcobaleno si è sempre prestato bene all'allestimento di “classici” che intendessero poi valorizzare l'elemento scenografico; e tra i primi esempi a tornarci in mente e di cui siamo stati testimoni diretti vi è senz'altro Mostellaria (la commedia del fantasma), riuscito omaggio alla drammaturgia plautina ivi andato in scena dal 28 dicembre 2019 al 19 gennaio 2020.
- Articolo di:Daniela Puggioni
L’edizione del 51°Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano festeggia il centenario della nascita del suo creatore, Hans Werner Henze (1926 – 2012), artista e intellettuale tedesco. Il suo messaggio di libertà e democrazia attraverso l’espressione artistica si espresse nella condivisione della conoscenza, dell’esperienza e della creazione artistica.
- Articolo di:Aksana Miron
Al Teatro dell’Opera di Roma, nel cartellone sinfonico della stagione, un programma straordinario diretto da Michele Mariotti: un concerto sinfonico trasmesso anche in diretta su Radio3. Le ultime composizioni vocali di Richard Strauss: i Vier letzte Lieder (gli Ultimi Quattro Lieder) sono state seguite, nella seconda parte, dalla Sinfonia n. 9 in do maggiore, detta “La Grande”, di Franz Schubert.
- Articolo di:Monica Ferri
Manca ormai poco alla presentazione della nuova stagione del Teatro Verdi di Trieste, che verra presentata a giugno, la prima sotto la guida del nuovo direttore artistico Valerio Vicari. E a cinque mesi dal suo insediamento, cresce la curiosità attorno alla visione culturale che imprimerà a uno dei principali teatri lirici del Nordest. Apertura alla contemporaneità, attenzione al repertorio, dialogo con la città e centralità della musica sembrano essere i cardini del suo progetto per un teatro aperto, dove il focus è sulla musica e sull’amore per questa grande arte. Lo abbiamo intervistato a Trieste per capire quale futuro immagina per il Verdi.
- Articolo di:Stefano Coccia
“It's a Trap!”, l'esclamazione di un incredulo Ammiraglio Ackbar allorché l'Impero Galattico pare aver preso completamente di sorpresa la flotta stellare dell'Alleanza Ribelle, è probabilmente uno dei momenti più iconici di Star Wars. Return of the Jedi, terzo capitolo della saga originaria e indubbiamente tra i più amati dal pubblico. C'è un motivo per tale successo? Beh, ce ne sono tanti. E in certi casi hanno anche un nome: il nauseante e malvagio criminale galattico Jabba the Hutt, ad esempio, che all'inizio del film esibisce su Tatooine il corpo ancora esanime di Han Solo (ricordate, vero, cosa gli era successo nel precedente L'impero colpisce ancora?) come un trofeo; oppure gli adorabili Ewok, batuffolosi abitanti della luna boscosa di Endor, grandi protagonisti della parte finale.
- Articolo di:Monica Ferri
Sul palcoscenico del Teatro Verdi di Trieste accade qualcosa di ricercato: l’opera lirica e la prosa condividono lo stesso palcoscenico, la stessa visione registica e un unico respiro drammaturgico. Un progetto articolato che intreccia elementi inconsueti. Fino al 24 maggio 2026 l’Ente lirico ospita un inedito dittico dedicato agli amanti più celebri della storia del teatro, alternando il Roméo et Juliette di Charles Gounod al Romeo e Giulietta shakespeariano con la regia unica di Paolo Valerio. Un’operazione culturale ambiziosa e raffinata, nata dalla collaborazione fra Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste e Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia insieme a Teatro Biondo Stabile di Palermo, Teatro Stabile di Catania e Centro Teatrale Bresciano.


