Palaexpo. I ritratti rancheri di Richard Avedon

Articolo di: 
Doralba Picerno
Richard Avedon

In the American West, libro di ritratti di Richard Avedon, fu pubblicato nel 1985, coronazione di un epico progetto di ritrattistica sociale che Avedon aveva intrapreso nel 1979. Avedon era talmente famoso da aver ispirato un film, Funny Face (Cenerentola a Parigi, 1957), con Fred Astaire e Audrey Hepburn, ritagliato su misura sul suo personaggio di fotografo di moda, nel film ribattezzato Dick Avery. Era uno dei fotografi più pagati e richiesti al mondo, abituato agli studi fotografici di New York, alle modelle più glamour, alle copertine di Harper’s Bazaar e Vogue, ai macchinosi apparecchi fotografici di grande formato (i negativi misuravano 20x25cm circa).Eppure un giorno, su proposta dell’Amon Carter Museum, che aveva visto su Newsweek il ritratto, nel suo stile inconfondibile, di un umile ranchero, Avedon decise di passare vari mesi all’anno a girare gli Stati Uniti per ritrarre gente comune, la classe operaia che manda avanti il paese, gente che è spesso invisibile.

Dopo aver fotografato più di mille persone nell’arco di cinque anni, Avedon scelse 110 scatti che andarono a comporre il leggendario libro.

I soggetti scelti erano minatori, disoccupati, lavoratori di fiere, senza tetto, camionisti, in un periodo in cui gli Stati Uniti, in profonda crisi economica e sociale grazie alle politiche reaganiane, ci regalava serie patinate come Dallas e Dinasty, perpetuando l’illusione di un presente florido e patinato, mentre la realtà per la maggioranza della popolazione era una grave recessione.

Avedon decise di continuare col suo stile riconosciutissimo: immagini nitidissime con grande profondità di campo, ritratti senza orpelli posizionati su un semplice sfondo bianco. Non viaggiava con una squadra di assistenti, ma con una fedele collaboratrice che lo aiutava ad approcciare i soggetti da fotografare. Le foto venivano effettuate con tempi variabili, da una mezz’ora a un paio di giorni (nel caso dell’uomo dell’apicoltore) senza evidente coinvolgimento emotivo: le foto, e i soggetti, avrebbero parlato da soli, lasciando che soltanto “la luce del West” li illuminasse, senza flash o riflettori che creassero artifici.

Il curatore Clément Chéroux, presente all’inaugurazione, ha svelato che le foto in mostra sono esposte esattamente nell’ordine di impaginatura del libro, e che gli spazi tra le stampe rispecchiano gli spazi ed eventuali pagine vuote del libro, tra l’altro appena ripubblicato per l’occasione.

Quello che è estremamente suggestivo è certamente il rapporto tra fotografo e modelli, ma anche il rapporto tra visitatore ed immagine: le stampe sono il più piccolo set di stampe originali esistente, permettendo quasi una relazione 1:1, evitando la maestosità, e forse l’inavvicinabilità, delle imponenti stampe di un metro e 20 che furono esposte in precedenza. Le immagini scendono dal piedistallo che le rende oggetti d’arte e diventano foto di persone reali.

In questo contesto, ci troviamo quindi davanti ad un libro aperto che esploriamo camminando, recependo il ritmo visivo e tonale che Avedon aveva architettato scegliendo le immagini e l’ordine in cui andavano viste.

È la prima volta che il set completo viene esposto al pubblico in Europa, insieme a Polaroid e lettere che illustrano i retroscena e le reazioni causate all’epoca della pubblicazione. Il libro, che causò varie controversie, è ora giustamente considerato uno dei lavori di fotografia più importanti del secondo Novecento, uno sguardo senza filtri su una realtà storica spesso esplorata solo in ambito fotogiornalistico. Da non perdere.

Pubblicato in: 
GN51 Anno XVIII 26 ottobre 2026
Scheda
Titolo completo: 

Roma, Palazzo delle Esposizioni

Richard Avedon
In the American West. 1979-1984
09 ottobre 2026 fino al 31 gennaio 2027
A cura di Clément Chéroux, Direttore della Fondation Henri Cartier-Bresson

Mostra, promossa da Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e Azienda Speciale Palaexpo, organizzata dalla Fondation Henri Cartier-Bresson, con opere in prestito da The Richard Avedon Foundation, in collaborazione con Azienda Speciale Palaexpo