cinema

  • Downtown Abbey
    Articolo di: 
    Alessio Vaccari

    A quindici anni dal debutto televisivo, Downton Abbey giunge al suo epilogo cinematografico con The Grand Finale (durata 2 ore e 3 minuti, uscita nelle sale a settembre 2025), un capitolo che promette di chiudere un’epoca tanto sullo schermo quanto nell’immaginario collettivo degli spettatori. Diretto da Simon Curtis e scritto da Julian Fellowes (Oscar nel 2001 per la migliore sceneggiatura originale per Gosford Park), il film non è solo l’ultima tappa di una saga amata in tutto il mondo, ma anche un rito d’addio a un universo narrativo che ha saputo trasformare le vicende di una famiglia aristocratica inglese in un affresco sociale e culturale di lungo respiro.

  • Un film fatto per Bene
    Articolo di: 
    Antonella D’Ambrosio

    Insomma Franco Maresco ci fa o c’è ? C’è, c’è: è un genio dell’ironia. In questo film, ora in sala, “salvato” da Andrea Occhipinti, mica per niente intitolato Un film fatto per Bene, chi invece c’è solo in parte, è  l’omaggiato Carmelo Bene. È un film sullo stesso Maresco – non mancano neppure frammenti inediti di Cinico Tv - e fa piacere che anche i più giovani possano così seguire la sua storia artistica e magari, perché no, le sue orme, continuando a far ridere, anche se amaramente, su quest’Italia “un po' così”, ma che produce geni irriverenti.

  • Superman
    Articolo di: 
    Teo Orlando

    A quasi un secolo dalla sua comparsa come personaggio dei fumetti nelle edicole americane (nel magazine Action Comics del 1938, a opera di Jerry Siegel and Joe Shuster, che avevano già abbozzato un proto-superman nel 1933, ma con caratteristiche da villain, piuttosto che da eroe), Superman torna sul grande schermo per mano di James Gunn, non solo come reboot di un ormai consolidato franchise, ma come atto fondativo di un nuovo universo narrativo, quello dei DC Studios (gruppo Warner Bros.), quasi in aperta contrapposizione alla sua eterna rivale, i Marvel Studios, ormai parte del gruppo Disney.

  • Il Maestro e Margherita
    Articolo di: 
    Stefano Coccia

    Visto il clima di censura che negli ultimi anni si  è abbattuto, in modo grottesco e assai discutibile, su qualsiasi cosa potesse rappresentare la Russia in campo sportivo, musicale, cinematografico, teatrale e culturale in senso lato, già il fatto di veder distribuito nelle sale italiane un film con tale provenienza può rappresentare una boccata d'ossigeno, per chiunque abbia conservato un minimo di spirito critico e voglia sottrarsi all'ipnosi collettiva.

  • Locked.jpeg
    Articolo di: 
    Stefano Coccia

    In uscita nelle sale il 20 agosto, Locked – In trappola è un thriller adrenalinico che fa della propria cornice opprimente e claustrofobica il principale motivo d'interesse. Ambientato a Vancouver, Canada, il lungometraggio diretto da David Yarovesky (cineasta espressosi finora soprattutto nell'horror, vedi The Hive, L'angelo del male – Brightburn e Nightbooks - Racconti di paura) si ispira in realtà a un thriller argentino di successo,  4x4, diretto nel 2019 da Mariano Cohn.

  • El Jockey
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Prima ci fu L'Angelo del crimine per Luis Ortega, ed ora El Jockey: un'altra entità fuori dei limiti del pensabile, e dell'umano. Presentato alla Biennale di Venezia 81° l'anno scorso, è distribuito ora da Lucky Red in uscita il 17 luglio prossimo.

  • Jurassic World Rebirth
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Il nuovo capitolo della Universal del campione di incassi sui dinosauri è diretto da Gareth Edwards e titola Jurassic World - La rinascita (Jurassic World Rebirth). Con Scarlett Johansson protagonista e Jonathan Bailey plus Mahershala Ali come coprotagonisti, è un'infusione di adrenalina come DNA.

  • Di là dal fiume e tra gli alberi
    Articolo di: 
    Teo Orlando

    La regista spagnola Paula Ortiz, già nota per il film La novia (tratto dal dramma teatrale Nozze di sangue, di Federico García Lorca), conferma di nuovo la sua sensibilità per le storie crepuscolari e per gli universi femminili, realizzando Across the River and Into the Trees (1950), ispirato all'ultimo romanzo di Ernest Hemingway. Alterna i colori al bianco e nero per restituire una Venezia postbellica sospesa nel tempo, malinconica e diafana, fatta di silenzi, riflessi acquatici e dettagli barocchi.

  • Invisibili
    Articolo di: 
    Stefano Coccia

    Aver assistito in anteprima a Invisibili di Ambra Principato ha rappresentato per noi una boccata d'aria fresca. E il film, giudizio personale, si scrolla subito di dosso quell'odore di stantio che a tanto altro cinema italiano, realizzato in questi ultimi anni, resta purtroppo incollato. Ed è un discorso, occorre precisarlo, che può riguardare sia le infinite commediole piene di attori affermati ma drammaticamente a corto di idee, vedi Follemente di Paolo Genovese, come pure certi autori ormai imbolsiti e malinconicamente scollati dalla realtà, dal tempo presente. Il primo a venirci in mente è qui Nanni Moretti con l'assai indigesto Il sol dell'avvenire.

  • Scomode verità
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Mike Leigh di nuovo alla regia è alle prese con un dramma tra solitudine e problemi caratteriali: la storia racchiusa in Scomode verità (Hard Truths), è lineare quanto attuale. Due sorelle, Pansy e Chantelle, hanno un carattere opposto: la prima, interpretata da Marianne Jean-Baptiste, è scontrosa e divisiva; la seconda, Chantelle, il cui ruolo è rivestito da Michele Austin, è tollerante e accogliente.