- Articolo di:Livia Bidoli
Per una unica serata il folletto straordinario greco-russo Teodor Currentzis ha condotto l'Utopia Orchestra a svelare due gioielli all'Auditorium del Parco della Musica Ennio Morricone per la stagione dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia: il 3 giugno scorso, insieme alla solista norvegese Vilde Frang che ha poi interpretato anche il Titano di Gustav Mahler, i battenti hanno aperto al ricordo struggente Alla memoria di un angelo di Alban Berg.
cinema
- Articolo di:Teo Orlando
"È stato innanzitutto il titolo di un film a ossessionarmi: Vie Privée [Un affare molto privato], preso in prestito dal magnifico film omonimo di Louis Malle" (un cult movie degli anni '60 con Marcello Mastroianni e Brigitte Bardot): così la regista francese, di origini ebraiche, Rebecca Zlotowski (nota per film di forte impatto sociale, come Grand Central e I figli degli altri) torna su uno dei suoi temi più costanti: la collisione fra identità intima e ruolo sociale, fra ciò che crediamo di sapere di noi stessi e ciò che gli altri pensano di vedere. Non è un caso che che la regista racconti di aver “vestito” mentalmente il titolo del film mutuato da Malle con storie diverse per anni: per lei era come una bambola di carta da rivestire, nella convinzione che contenesse una verità da scoprire sulla sfera intima e sulla sua controparte pubblica e professionale.
- Articolo di:Stefano Coccia
Ripubblichiamo volentieri in prima pagina questa vibrante recensione su No Other Land, film per due volte programmato in RAI e per due volte cancellato: finalmente sarà in prima serata stasera, 15 novembre, su RAI 3 alle 21.20.
- Articolo di:Teo Orlando
Con Dracula: A Love Tale (o semplicemente Dracula) il regista francese Luc Besson (noto per film come Nikita, Il quinto elemento, Giovanna D'Arco) non ci propone l'ennesimo remake di una delle tante pellicole ispirate al romanzo di Bram Stoker (1897), ma una sua libera reinterpretazione in chiave “tragico-romantica”, come ha dichiarato lo stesso Besson, che enfatizza la componente dell’attesa amorosa, e perfino della reincarnazione, più che quella dell’orrore puro.
- Articolo di:Stefano Coccia
Ai primi di ottobre, su uno dei tanti schermi della classica multisala, abbiamo intercettato Le stanze di Verdi: documentario o meglio docu-film interessantissimo nell’approccio al tema, godibile pure per le sue qualità affabulatorie; affidate peraltro, queste ultime, a un testimonial d’eccezione come il grande attore Giulio Scarpati, che ci si immagina qui appassionarsi profondamente alla storia di Giuseppe Verdi e della sua famiglia durante una lunga tournée teatrale.
- Articolo di:Stefano Coccia
Corsi e ricorsi storici. Se l’11 settembre, tra Torri Gemelle nel 2001 e in precedenza l’ancor più devastante dramma cileno, ha assunto nell’immaginario collettivo un peso specifico indiscutibile, vi è un’altra data che in merito al Medio Oriente sta assumendoun ruolo cruciale: il 7 ottobre. Benché quanto ha avuto luogo il 7 ottobre 2023 in territorio israeliano sia costantemente sotto i riflettori, a causa della feroce, inaudita, barbarica rappresaglia sionista sulla popolazione di Gaza, vi è un altro 7 ottobre assolutamente da ricordare, di cui invece i più giovani hanno forse soltanto una vaga memoria: il 7 ottobre del 1985 una nave da crociera italiana con più di 500 persone a bordo, l’Achille Lauro, venne infatti dirottata da un commando palestinese.
- Articolo di:Antonella D’Ambrosio
Tutto funziona in Testa o croce?, il film di Alessio Rigo de Righi e Matteo Zoppis: piacevole l’idea di tirare fuori il genere western per ribaltarlo e le ballate inserite – musiche originali di Vittorio Giampietro – danno ancora più valore alla storia. Il film è stato presentato nella sezione Un Certain Regard del Festival di Cannes.
- Articolo di:Livia Bidoli
Verso le 12 del 29 gennaio 2024 arriva una chiamata alla Mezzaluna Rossa a Ramallah, capitale della Palestina: la Mezzaluna Rossa corrrisponde alla nostra Croce Rossa. Si tratta della voce dello zio della bambina di sei anni che chiama dalla Germania, per avvertire che la piccola Hanood (Hind) è l'unica superstite in una macchina crivellata dai colpi dei tank israeliani nel nord di Gaza. È l'inizio di un incubo. Il film The Voice of Hind Rajab, che raccontiamo, è diretto dalla regista tunisina Kawthar ibn Haniyya e ha vinto il secondo premio alla 82° Biennale CInematografica di Venezia, il Leone d'Argento, Gran Premio della Giuria, con un'ovazione unanime di 23 minuti di applausi lo scorso 3 settembre.
- Articolo di:Stefano Coccia
All'ultima edizione della Mostra del Cinema di Venezia le terribili notizie inerenti al GENOCIDIO, di marca sionista, in atto a Gaza, per fortuna qualche eco l'hanno avuta; tutto ciò nonostante quel clima forsennato, modaiolo, fracassone e volgare, che troppo spesso si percepisce al Lido tra gli avventori abituali del festival. Bene comunque che la kermesse veneziana non sia rimasta sorda alle grida disperate del popolo palestinese.
- Articolo di:Alessio Vaccari
A quindici anni dal debutto televisivo, Downton Abbey giunge al suo epilogo cinematografico con The Grand Finale (durata 2 ore e 3 minuti, uscita nelle sale a settembre 2025), un capitolo che promette di chiudere un’epoca tanto sullo schermo quanto nell’immaginario collettivo degli spettatori. Diretto da Simon Curtis e scritto da Julian Fellowes (Oscar nel 2001 per la migliore sceneggiatura originale per Gosford Park), il film non è solo l’ultima tappa di una saga amata in tutto il mondo, ma anche un rito d’addio a un universo narrativo che ha saputo trasformare le vicende di una famiglia aristocratica inglese in un affresco sociale e culturale di lungo respiro.
- Articolo di:Antonella D’Ambrosio
Insomma Franco Maresco ci fa o c’è ? C’è, c’è: è un genio dell’ironia. In questo film, ora in sala, “salvato” da Andrea Occhipinti, mica per niente intitolato Un film fatto per Bene, chi invece c’è solo in parte, è l’omaggiato Carmelo Bene. È un film sullo stesso Maresco – non mancano neppure frammenti inediti di Cinico Tv - e fa piacere che anche i più giovani possano così seguire la sua storia artistica e magari, perché no, le sue orme, continuando a far ridere, anche se amaramente, su quest’Italia “un po' così”, ma che produce geni irriverenti.



