cinema

  • Di là dal fiume e tra gli alberi
    Articolo di: 
    Teo Orlando

    La regista spagnola Paula Ortiz, già nota per il film La novia (tratto dal dramma teatrale Nozze di sangue, di Federico García Lorca), conferma di nuovo la sua sensibilità per le storie crepuscolari e per gli universi femminili, realizzando Across the River and Into the Trees (1950), ispirato all'ultimo romanzo di Ernest Hemingway. Alterna i colori al bianco e nero per restituire una Venezia postbellica sospesa nel tempo, malinconica e diafana, fatta di silenzi, riflessi acquatici e dettagli barocchi.

  • Invisibili
    Articolo di: 
    Stefano Coccia

    Aver assistito in anteprima a Invisibili di Ambra Principato ha rappresentato per noi una boccata d'aria fresca. E il film, giudizio personale, si scrolla subito di dosso quell'odore di stantio che a tanto altro cinema italiano, realizzato in questi ultimi anni, resta purtroppo incollato. Ed è un discorso, occorre precisarlo, che può riguardare sia le infinite commediole piene di attori affermati ma drammaticamente a corto di idee, vedi Follemente di Paolo Genovese, come pure certi autori ormai imbolsiti e malinconicamente scollati dalla realtà, dal tempo presente. Il primo a venirci in mente è qui Nanni Moretti con l'assai indigesto Il sol dell'avvenire.

  • Scomode verità
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Mike Leigh di nuovo alla regia è alle prese con un dramma tra solitudine e problemi caratteriali: la storia racchiusa in Scomode verità (Hard Truths), è lineare quanto attuale. Due sorelle, Pansy e Chantelle, hanno un carattere opposto: la prima, interpretata da Marianne Jean-Baptiste, è scontrosa e divisiva; la seconda, Chantelle, il cui ruolo è rivestito da Michele Austin, è tollerante e accogliente. 

  • Amico fedele1 copia.jpg
    Articolo di: 
    Teo Orlando

    La scrittrice newyorkese Sigrid Nunez nel 2018 pubblicò un romanzo, L'amico fedele (The Friend), dove raccontò una storia semplice e commovente, incentrata sul rapporto tra gli esseri umani e i cani, fino a vincere il National Book Award per la narrativa. Nel 2024 il New York Times lo ha classificato al sessantaquattresimo posto nella lista dei cento migliori libri del secolo XXI. Ora il romanzo è diventato un film, diretto dal duo pluripremiato Scott McGehee e David Siegel.

  • A mani nude
    Articolo di: 
    Antonella D’Ambrosio

    Mani nude, di Mauro Mancini, è in sala dal 5 giugno, dopo essere stato gradito alla Festa del cinema di Roma nella sezione Grand Public. Il regista ci tiene a presentarlo come un film non violento ma che parla di violenza. Ovviamente per farlo deve mostrarla e lo fa in modo molto incisivo con violente scazzottate, appunto a mani nude, e palese grondare di sangue.

  • L'esorcismo di Emma Schmidt
    Articolo di: 
    Stefano Coccia

    L'ennesimo horror basato su possessioni diaboliche ed esorcismi, ovvero L’esorcismo di Emma Schmidt – The Ritual, dell'americano David Midell, è uscito nelle sale il 29 maggio, ma già all'inizio del mese in questione era stato al centro di un'anteprima per la stampa particolarmente gustosa. La distribuzione del film, per preparare i critici alla lotta contro il Maligno (che in ambiente giornalistico, del resto, è sempre presente), ha infatti messo a disposizione dei presenti sia un accattivante cartonato, dove potersi fotografare fingendo di essere legati al letto della sfortunata protagonista, sia un agile volumetto introduttivo agli esorcismi stessi. Quest'ultimo si sarebbe rivelato utile già in sala. Ma il motivo non possiamo certo rivelarlo ora, per non “spoilerare” il finale della recensione...

  • La trama fenicia
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Che dire di un film di Wes Anderson che si intitola La trama fenicia (The Phoenician Scheme), con star del calibro di Benicio del Toro come protagonista attorniato dalla figlia 25enne di Kate Winslet, la occhioverdina Mia Threapleton e Michael Cera come suo tutore? Arzigogolatissimo e pieno di gag, la pellicola è un sestuplo viaggio (scampato alla morte) in aereo da parte del magnate Zsa-zsa Korda, alla conquista di "un nuovo regno" in Medio Oriente. Avrà un aggancio simbolico con la realtà? Domanda retorica.

  • Francesca e Giovanni
    Articolo di: 
    Antonella D'Ambrosio

    Sarà in sala dal 15 maggio il film di Simona Izzo e Ricky Tognazzi FRANCESCA E GIOVANNI. Una storia d'amore e di mafia. L’operazione di portare sugli schermi la storia della moglie del magistrato Giovanni Falcone, morta insieme a lui, e alla scorta, nel feroce attentato, rende finalmente visibilità a questa donna coraggiosa. L’argomento del film è molto importante, ma è svolto in maniera non consona.

  • Paternal Leave
    Articolo di: 
    Teo Orlando

    Con Paternal Leave, presentato in anteprima mondiale alla 75ª Berlinale nella sezione Generation 14plus, Alissa Jung, attrice tedesca affermata nel mondo delle soap operas, firma il suo primo lungometraggio da regista, affrontando con delicatezza e rigore il tema della genitorialità mancata e della ricerca identitaria durante l'adolescenza. Il film, una coproduzione italo-tedesca tra The Match Factory e Wildside, segue il viaggio di Leo, una ragazza quindicenne cresciuta in Germania, alla ricerca del padre biologico mai conosciuto. Il suo percorso la conduce fino a un lido deserto sulla costa settentrionale dell’Emilia-Romagna, in una stagione imprecisata (ma con clima comunque autunnale) dove si rifugia Paolo, figura paterna riluttante e interiormente lacerata.

  • Avatar Concert
    Articolo di: 
    Stefano Coccia

    Avevamo ancora negli occhi la magia della fantastica mostra visitata a febbraio presso il Museo Nazionale del Cinema di Torino, “The Art of James Cameron”, che gli appassionati potranno vedere alla Mole Antonelliana fino al 15 giugno. La carriera del grande cineasta di origini canadesi vi è illustrata con cura attraverso installazioni, spezzoni di film riproposti di continuo in video, pannelli esplicativi e reperti vari; ma soprattutto attraverso una notevole raccolta di fumetti, disegni e opere pittoriche giovanili, che ne possono testimoniare da un'angolazione per molti di noi inedita il precoce talento visivo.