cinema

  • MANIFESTO
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Probabilmente il fine di Julian Rosefeldt, quando ha scritto il film Manifesto, era quello di convogliare i manifesti artistici e politici secondo lui più rilevanti, in un corpus omogeneo che gli desse voce attraverso il corpo e la parola dell'attrice Cate Blanchett. Sicuramente un'idea rischiosa visto che metteva insieme il Manifesto del Partito Comunista di Marx ed Engels del 1848 con, per esempio, il non-manifesto Dada del 1918 ad opera del rumeno Tristan Tzara. E' anche vero che, come afferma Philippe Soupault nel 1920: “Io sono per la continua contraddizione. Non sono né pro né contro e non spiego perché odio il buon senso.” Per dirvela in due parole, si deve essere molto cerebrali, fantasiosi e poco logici e narrativi per seguire questo film. Nei cinema sarà solo per pochi giorni, dal 23 al 25 ottobre prossimi.

  • sorrentino
    Articolo di: 
    Elena Romanello

    Fino al 7 gennaio prossimo Camera, il centro italiano per la fotografia di Torino in via delle Rosine 18, ospita un’altra mostra dedicata al cinema in concomitanza con Arrivano i Paparazzi!: Cronache dal set: il cinema di Paolo Sorrentino, con le foto di Gianni Fiorito.

  • IT
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Rivedendo la serie omonima di IT diretta da Tommy Lee Wallace sul canale Paramount uscita nel 1990, cosa che consiglio a tutti, si ha il polso di quanto è stato trattenuto e rivisto con correzioni; e di quanto invece è stato espulso per trovare poi posto nel Capitolo 2, già annunciato alla fine di questo primo IT filmico diretto da Andrés Muschietti, salito alla cronaca cinematografica per aver prima diretto Mama, altro horror, nel 2013, con Jessica Chastain e Guillermo del Toro. Qui si ritrova invece a dirigere sostanzialmente un gruppo di adolscenti (molti dei quali con prove su grande e piccolo schemro alle proprie spalle), a parte IT, ovvero il clown Pennywise, interpretato da Bill Skarsgård.

  • Battaglia dei sessi
    Articolo di: 
    Emanuela Giuliani

    Il regista Jonathan Dayton, porta sul grande schermo l’incontro, di tennis, avvenuto tra la campionessa Billie Jean king, entrata a far parte della hall of fame nel 1987, ed il ben più maturo Bobby Riggs, in vetta alla classifica per ben tre volte: il film in cui se ne parla, è uscito al cinema con il titolo La battaglia dei sessi, il cui valore e significato umano supera di gran lunga l’importanza della sfida sportiva.

  • L'uomo di neve
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Un thriller perfetto, mozzafiato, freddo e lucido nella sua progressione: cerebrale e teso, in cui un serial killer continua ad uccidere ossessivamente nello stesso modo nelle lande innevate della Norvegia. Tra Oslo e Bergen, il Detective Harry Hole, un Michael Fassbender in splendida forma, si aggira alla ricerca di indizi e sentieri da battere per rintracciare L'uomo di neve, insieme a Rebecca Ferguson: ottimamente diretti entrambi nel gelo norvegese dallo svedese Tomas Alfredson, che ha già due frecce al suo arco: Lasciami entrare (2008), tratto dal romanzo omonimo di John Ajvide Lindqvist; e La talpa (2011), remake del famoso spy-movie con Michael Caine.

  • Loving Vincent
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Con amore, Vincent” titola così, brevemente, il film dedicato a Van Gogh da una collaborazione cinematografica britannico – polacca che ne ha disegnato i contorni tra fumetti ed attori in carne e ossa, tutti ridipinti olio su tela secondo il modo reso celebre dal pittore olandese: le spesse pennellate che intridono di colore ogni palmo dei suoi quadri. Uno squisito ritratto degli ultimi giorni, “à rebours”, a ritroso, come direbbe Huysmans, il decadente francese per antonomasia, che lui ha tanto letto e amato. Loving Vincent, nelle sale unicamente dal 16 al 18 ottobre distribuito da Adler e Nexo in Italia, comincia dal saluto finale della sua ultima lettera indirizzata a suo fratello Theo.

  • 120 battiti al minuto
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Col Grand Prix de Cannes, il Premio Fipresci, il Queer Palm ed il plauso commosso di Pedro Almodovar, Presidente della Giuria oltre alla recente candidatura a rappresentare gli Oscar per la Francia, il nuovo film di Robin Campillo, 120 battiti al minuto (tit. orig.:120 battements par la minute) sta aprendosi una highway star americana oltreché europea, raccontando uno dei periodi più difficili della lontra contro l'AIDS, gli anni '90 a Parigi ed in Francia.

  • Blade Runner 2049
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Tutti ricordano Blade Runner, anche chi non conosce Philip K. Dick, che ha scritto Do the Androids Dream of Electric Sheep? nel 1968 (tradotto in italiano per la prima volta dall'editrice Nord con Cacciatore di androidi, riferendosi al protagonista ed al suo mestiere; più tardi tradotto da Fanucci – che ha edito l'opera omnia di Dick – con Gli androidi sognano pecore elettriche?, seguendo fedelmente il titolo originale): da questo libro è tratto il famoso film di Ridley Scott datato 1982, di cui Denis Villeneuve ha diretto il seguito datandolo trent'anni dopo: Blade Runner 2049, prodotto dallo stesso Ridley Scott.

  • Richard Gere
    Articolo di: 
    Emanuela Giuliani

    “Scusa…ragazzi scusa…” Inizia così la conferenza stampa con Richard Gere, a Roma, tenutasi presso il Cinema Quattro Fontane, in occasione della presentazione dell’ultimo film da lui interpretato L’incredibile vita di Norman, scusandosi per il ritardo e strappando così oltre che un meritato applauso anche tanti sorrisi.

  • Norman
    Articolo di: 
    Emanuela Giuliani

    Norman Oppenheimer (Richard Gere), è un modesto faccendiere newyorkese il cui istinto primario è quello di rendere felici gli altri, esaudendo ogni loro desiderio e risolvendo qualsiasi problema gli venga posto, grande o piccolo che sia. Con la speranza nel cuore di ricevere, un giorno, la dovuta gratitudine ed il giusto riscatto, non risparmia sé stesso, ma, suo malgrado, Norman si scontrerà con la dura realtà, quando Micha Eshel (Lior Ashkenzi), un uomo a cui aveva fatto un favore anni prima, viene eletto Primo Ministro Israeliano, rendendosi conto, con ingenuo stupore, che la generosità e l’altruismo non sempre vengono accettati, compresi e soprattutto rispettati. Questa la trama di Norman: The Moderate Rise and Tragic Fall of a New York Fixer (letteralmente: La moderata ascesa e la tragica caduta di un faccendiere newyorkese, ma nella versione italiana semplicemente L'incredibile vita di Norman).