cinema

  • Aquaman
    Articolo di: 
    Teo Orlando

    Nell'eterna diatriba tra DC Comics e Marvel abbiamo assistito alle vite parallele di due supereroi "acquatici", Aquaman e Namor, il submariner, entrambi nati da un padre "terrestre" e da una madre "atlantidea. Più dalla parte dei "buoni" il primo, più semi-villain il secondo. Ad arrivare per primo al cinema è stato però Aquaman, con un film distribuito dalla Warner Bros, nell'ambito del DC Extended Universe (DCEU). Diretto da James Wan, con una sceneggiatura scritta da David Leslie Johnson-McGoldrick e Will Beall, da una storia di Geoff Johns, Wan e Beall, ha come protagonista Jason Momoa. Ma anche il resto del cast è di prima qualità: con Amber Heard, Willem Dafoe, Patrick Wilson, Dolph Lundgren, Yahya Abdul-Mateen II, e perfino Nicole Kidman.

  • Vice
    Articolo di: 
    Teo Orlando

    Secondo una certa vulgata storico-politica, c'è stata una notevole differenza tra George Bush senior, a lungo vicepresidente degli Stati Uniti e poi presidente dal 1989 al 1993, e il figlio, George W. Bush, presidente per ben due mandati, dal 2001 al 2009 (su cui si veda anche W. di Oliver Stone): il primo risoluto, determinato, con una perfetta conoscenza della macchina del potere e con un controllo totale su di essa, derivantegli anche dalle sue molteplici esperienze, da veterano della II guerra mondiale a direttore della CIA.

  • Ben is Back
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Con Julia Roberts e lo stesso figlio del regista Peter Hedges protagonisti, il bravo Lucas Hedges, - già visto nel Boy Erased paqssato a ottobre nel Roma Film Fest, regista Joel Edgerton - quello che abbiamo visto e sarà nei cinema dal 20 dicembre prossimo, Ben is Back, è un film veramente toccante. Tutto si incentra sul ritorno di Ben, figlio di Holly Burns, dalla clinica di disintossicazione, da cui scopriremo essere uscito troppo presto per festeggiare la vigilia di Natale insieme alla sua famiglia nella periferia di una cittadina piccola e qualunque.

  • Macchine mortali
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    In perfetto stile steampunk, Macchine mortali, del regista Christian Rivers, al suo debutto ma non è uno sconosciuto – infatti è lo storyboard artist e curatore degli effetti speciali di Peter Jackson da inizio carriera, e quest'ultimo ha prodotto il suo primo film. Rivers ha vinto inoltre nel 2006 l'Oscar per i miglior effetti speciali grazie al suo lavoro in King Kong, diretto sempre da Jackson.

  • Un piccolo favore
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Il nuovo thriller di Paul Feig, Un piccolo favore (A Simple Favor in originale) inizia con un'intrigante colonna sonora francese anni '60, che va da Brigitte Bardot a Serge Gainsbourg con delle virate piu' odierne e rap (la scena con Anna Kendrick che imita un rapper è goduriosissima!) e mette in scena quello che all'inizio non sembra un thriller, ma piu' che altro una seduzione mortale tra le due protagonioste ed il bel marito di Emily, biondissima e staturia moglie di Sean. Riassumiamo, Stephanie (Anna Kendrick) è una mamma vlogger che cerca di scoprire la verità dietro la scomparsa della sua migliore amica, Emily (Blake Lively). Stephanie in questa sua ricerca è affiancata dal marito di Emily, Sean (Henry Golding), particolarmente affascinante.

  • Il castello di vetro
    Articolo di: 
    Teo Orlando

    Ecologismo profondo e vita anticonformista al limite tra bohémien e clochard: il tutto condito in salsa americana, anzi da profonda provincia statunitense. È quanto ci propone il nuovo film del premio Oscar® Brie Larson, Il castello di vetro (The Glass Castle). La storia raccontata si basa sull'autobiografia di Jeannette Walls, cresciuta in una famiglia eccentrica e disfunzionale, resiliente e misteriosamente affiatata.

  • Colette
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Un film su Colette è sempre interessante, soprattutto se realizzato da un autore indipendente come Wash Westmoreland, autore di Still Alice con Julianne Moore e nel 2014 oppure di The Last of Robin Hood su Errol Flynn l'anno prima. Questa pellicola analizza e presenta in maniera glamourous la prima parte della vita di Colette, pseudonimo di Sidonie-Gabrielle Colette (Saint-Sauveur-en-Puisaye, 28 gennaio 1873 – Parigi, 3 agosto 1954), e soprattutto disegna un profilo della sua vita finchè non esplode sia come scrittrice sia come attrice.

  • Copia di LPA_J51-570.jpg
    Articolo di: 
    Teo Orlando

    Il grande cinema francese ritorna con il regista Éric Barbier (Le brasier, lungometraggio sulle lotte dei minatori negli anni '30 del secolo scorso), un'attrice d'eccezione come Charlotte Gainsbourg (ricordiamo alcune sue splendide interpretazioni con Lars von Trier, in Melancholia e Nymphomaniac) e un attore giovane ma già affermato come Pierre Niney: dal romanzo autobiografico di culto scritto da Romain Gary, La promessa dell'alba (La promesse de l'aube), il regista e i due produttori,  Eric Jehelmann e Philippe Rousselet, hanno saputo trarre un film appassionante e commovente, benché a tratti troppo enfatico e retorico.

  • Le Ninfee di Monet
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Quando si pensa a Monet la prima immagine che ci viene in mente sono Le Ninfee, ed è questo il titolo del film diretto da Giovanni Troilo, sottotitolato Un incantesimo di acqua e di luce e distribuito da Nexo Digital dopo altri capolavori come Klimt e Schiele, e sempre come evento per soli tre giorni, il 26-27-28 Novembre 2018 al cinema.

  • Robin Hood
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Sulla scia del precedente King Arthur di Guy Ritchie di un anno fa, e come recita bene il pressbook ripetendo,"tempi moderni" una riga si e l'altra no (il che richiamrebbe il "Tempi moderni" di Charlie Chaplin del 1936, ma è evidente che non siano quelli il riferimento), il film Robin Hood di Otto Bathurst, foriero di una fortunata serie che ha iniziato proprio lui col primo episodio di Black Mirror, dicevamo, il regista si è gettato a pié sospinto in una lettura ipermoderna, con tanto di costumi e palazzi inesistenti all'epoca quanto le miniere di carbone ispirate fortemente al Signore degli Anelli di Jackson, ci riferiamo naturalmente alle tenebrose minisere degli orchi di Sauron.