cinema

  • Argentina, 1985
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Presentato in concorso alla 79ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, Argentina, 1985, è un film che non si dimentica: il primo grande processo nell'emisfero latinoamericano afflitto da dittature in quasi tutti i paesi, quasi tutte eteroguidate dagli Stati Uniti, ovvero dalla CIA, attraverso inflitrazioni di vario tipo o direttamente dietro sovvenzioni e armi. Un po' quello che sta succedendo oggi in Ucraina con i continui rifornimenti di armi da parte della NATO, sotto la cui ègida gli Stati Uniti nascondono un processo politico innescato appositamemte per ottenere l'escalation fino alla minaccia nucleare, citando il libro appena uscito di Benjamin Abelow, pubblicato in Italia da Fazi: "Come l'Occidente ha provocato la guerra in Ucraina", e con un epigrafe di Noam Chomsky in copertina.

  • Offering
    Articolo di: 
    Teo Orlando

    Il regista Oliver Park e lo sceneggiatore Hank Hoffman con The Offering ci propongono uno sconcertante film horror, misto di demonologia ebraica, riti chassidici e simboli cabalistici. Il tutto con ammiccamenti alla cinematografia di genere più nota, da L'esorcista, noto film del 1973 diretto da William Friedkin, alle pellicole di Dario Argento, come Inferno e La terza madre.

  • Tàr
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Un nome particolare per il nuovo film di Todd Field, Tàr, che significa in antico norreno "tenace e resistente", ma anche "catrame" ed "incatramare" in inglese moderno. In effetti il finale del film ha un aspetto simbolico sicuramente legato al cognome di Lydia Tár, interpretata da Cate Blanchett, che nel film ha il ruolo di una celebre direttrice d'orchestra e compositrice nel mondo internazionale della musica classica, Naturalmente, è pura fiction, così come la sua ammirazione per Leonard Bernstein, eccelso "baton" del secolo scorso.

  • Whale
    Articolo di: 
    Teo Orlando

    Ispirandosi a un'acclamata opera teatrale di Samuel D. Hunter, il genio creativo del regista Darren Aronofsky ci ha fatto dono di uno dei più toccanti film della cinematografia statunitense non commerciale: The Whale,  la storia di un docente di letteratura inglese che, dopo una serie di drammatiche vicende culminate in decisioni esiziali per la sua salute, cerca di riavvicinarsi alla figlia adolescente, divenuta per lui quasi un’estranea, alla ricerca di un’ultima possibilità di redenzione.

  • Decision to Leave
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    La nebbia sembra il massimo comun denominatore di questo film, apparente, fisica, eterica: e così Park Chan-wook ci presenta un paesaggio fumoso, quello della metropoli di Busan in Corea del Sud, la seconda città metropolitana dopo Seoul ed in fondo le sue stesse paure, come riconosceremo di certo dopo la visione del film, Decision to Leave, però da non rilvelare fino alla fine.

  • Bussano alla porta
    Articolo di: 
    Teo Orlando

    Le componenti sono quelle tipiche dell'horror movie statunitense: uno chalet isolato nella foresta, una natura tanto maestosa quanto potenzialmente ostile, persone in vario modo ai margini della società, una provincia profonda socialmente soffocante e bigotta, le attese angoscianti che incombono sui personaggi, i media su cui serpeggia una perenne inquietudine. Tutti questi elementi sono abilmente trasfusi dal visionario filmmaker Manoj Nelliyattu Shyamalan in Bussano alla porta (Knock at the Cabin).

  • A letto con Sartre
    Articolo di: 
    Teo Orlando

    Dal 26 gennaio sarà in tutte le sale italiane il film A letto con Sartre, una commedia con venature drammatiche e squarci sociologici devastanti, dovuta al regista francese Samuel Benchetrit e presentato nella sezione Première al Festival di Cannes,. È singolare che il titolo originale, Cette musique ne joue pour personne, sia molto diverso da quello italiano, ma simile a quello inglese (Love Songs for Tough Guys).

  • Les Amandiers
    Articolo di: 
    Fabrizio Andreoli

    Il teatro è una forma di espressione tramite cui è possibile afferrare la vita, o assentarsi da essa. E fare teatro - per chi lo elabora, interpreta - comporta mettere in discussione le proprie abitudini, le certezze e il proprio status . Si sostiene che il teatro, così come il cinema, è un gioco di fantasmi e proiezioni. Per Jean Anouilh, drammaturgo francese, il teatro è "un gioco dello spirito". Valeria Bruni Tedeschi, attrice e regista italo- francese, con Les Amandiers (Forever Young per il mercato internazionale) ha reso il giusto riconoscimento ad un certo modo di fare teatro, sul mestiere di attrice, ad una parte fondamentale del suo percorso esistenziale e professionale.

  • Megan
    Articolo di: 
    Teo Orlando

    Uno straordinario terzetto del cinema horror, composto da James Wan, come produttore (autore di saghe del calibro di The Conjuring e Insidious, Akela Cooper, come autrice della sceneggiatura (nota già per film come Malignant, The Nun 2) e Gerard Johnstone, come regista (noto per Housebound, 2014, e The New Legends of Monkey, 2018), propone il film M3gan, in uscita nelle sale il 4 gennaio 2023. La storia ruota intorno a M3gan, un prodigio della robotica e delle ricerche sull'intelligenza artificiale, una bambola molto realistica, programmata per essere un’affidabile compagnia per i bambini e una fonte di sicurezza per i genitori: è più di un giocattolo. È proprio parte della famiglia!

  • Masquerade
    Articolo di: 
    Teo Orlando

    Il grande scrittore e drammaturgo britannico William Somerset Maugham ebbe una volta a definire la Costa Azzurra "a sunny place for shady people" (un posto soleggiato per gente ombrosa). Questa citazione compare nei titoli di testa dell'ultima fatica cinematografica di  Nicolas Bedos, intitolata Masquerade (Mascarade nell'originale francese), con un cast di primissimo piano, comprendente attori giovani e meno giovani, comunque star internazionali.