teatro

  • Trittico
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Al Teatro dell'Opera di Roma un trittico di balletti tra Novecento e contemporaneità fino all'8 aprile 2017: dal primo, The Concert di Jerome Robbins del 1956, poi all'Annonciation di Angelin Preljocaj del 1995, fino al 2011 con Cactai di Alexander Ekman. Fino all'8 aprile una kermesse di danze tra il classico di Robbins fino all'ultima produzione di Ekman, presente sui palchi di tutto il mondo e per la prima volta a Roma con gli altri due balletti a formare un Trittico d'autore.

  • Annonciation
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Al Teatro dell'Opera di Roma viene presentato un trittico d’autore: Robbins/Preljocaj/Ekman, dal 31 marzo all’8 aprile 2017. Il programma si compone di tre titoli appartenenti a questi tre grandi coreografi del Novecento e vede Angelin Preljocaj in sede di conferenza stampa il 29 marzo, per approfondire e presentare il suo Annonciation, insieme alll’étoile Eleonora Abbagnato, interprete del balletto e Direttrice del Corpo di Ballo del Teatro dell'Opera di Roma.

  • Ivan Vasiliev
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    La soirée del 18 marzo e poi l'après-midi del 19, la kermesse annuale di Daniele Cipriani con i ballerini più “stellari” del momento, tra Stati Uniti e Russia, in un'unione funambolica nell'aria che percorrono svettando, si è materializzata nell'Auditorium della Conciliazione di Roma per la terza edizione di Les Étoiles. Tra gli astri russi di Vinogradova, Konovalova, Shklyarov e Vasiliev da una parte; Peck, Ramasar e Garcia, dall'altra, siamo stati abbagliati anche da Lucia Lacarra e Marlon Dino del Dortmund Ballet e dal nostro Davide Dato che è principal all'Opera di Vienna e spicca nell'assolo Labyrinth of Solitude.

  • Giovanni Sollima
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Ascoltare e vedere un concerto di Giovanni Sollima è sempre un'esperienza a sorpresa, con chiunque lui suoni e ovunque lui esegua un concerto: in questo caso, nell'ambito della kermesse Specchi del Tempo all'Opera di Roma, il 12 marzo, il celebre violoncellista italiano  ha creato un pot-pourri a cominciare da Marenzio, in cui si è esibito il Coro del Teatro dell'Opera di Roma guidato dal Maestro Roberto Gabbiani; poi una sua improvvisazione seguendo poi un filo narrativo-musicale da Haydn a Čajkovskij per approdare al Novecento con Bowie e Terra con variazioni a firma di Sollima stesso, colonna sonora dell'Expo di Milano. Il tutto è stato introdotto dal Professor Stefano Catucci, docente di Estetica all'Università La Sapienza di Roma ed esperto musicologo.

  • Principessa Nicoletta
    Articolo di: 
    Daniela Puggioni

    Al Teatro Poliziano di Montepulciano è andata in scena, in prima nazionale, il 24 e il 25 febbraio scorso, “Principessa Nicoletta.Una favola per gli adulti” di Rebekka Kricheldorf. La scelta del testo e la messa in scena, regia, scene e costumi, sono state di Carlo Pasquini, la produzione è della Fondazione Cantiere, con il patrocinio del Goethe Institut.

  • Verdi a Napoli
    Articolo di: 
    Giulio de Martino

    Al Teatro Vascello di Roma – dal 23 al 26 febbraio 2017 – si è vista in prima rappresentazione nazionale la pièce Giuseppe Verdi a Napoli del drammaturgo Antonio Tarantino (nato nel 1938), con la regia di Sandra De Falco. In epoca di studi «post-coloniali» – dove si cerca di comprendere, nell'età della globalizzazione, l’orizzonte culturale dei popoli e delle culture che provengono da un passato di colonizzazione europea – si può interpretare il testo di Tarantino come un'esplorazione dell’interminato disagio di Napoli e del Meridione d’Italia – frettolosamente inseriti nello scenario italiano nel 1861 – rispetto alla vita nazionale. 

  • Giulio Cesare Mercadante
    Articolo di: 
    Pietro Puca

    La riproposizione del teatro di Shakespeare è sempre interessante per la profondità e l’universalità dei temi affrontati e il Teatro Stabile di Napoli nella passata e attuale stagione ha messo in cartellone titoli interessanti e significativi: nessuno può dimenticare lo splendido King Lear della passata stagione o il Macbeth di quella attuale. Il tema del potere, della sua gestione e della corruzione prosegue con la messa in scena,dall'8 al 19 febbraio, del Giulio Cesare nel moderno adattamento di Àlex Rigola e la traduzione di Sergio Perosa.

  • El amor brujo
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Al Comunale di Bologna, per una straordinaria coproduzione del teatro con il Festival Internacional de Música y Danza de Granada, Festival Castell de Peralada, Theatro Municipal de la Opera de São Paulo, Teatros del Canal, Grupo Secuoya, in esclusiva la Fura dels Baus con la sua versione onnisciente di El amor brujo: L'amore stregone di Manuel de Falla. A dirigere questo allestimento del collettivo spagnolo della Fura per la prima volta in Italia dal 14 al 19 febbraio, il notissimo Carlus Padrissa, uno dei primi animatori e fondatori della Fura dels Baus. Sul podio Felix Krieger, assistente di Claudio Abbado con i Berliner Philarmoniker e di Daniele Gatti a Bayreuth.

  • La bella addormentata
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    L'8 febbraio è tornata al Teatro dell'Opera di Roma la mitica fiaba di Perrault messa in musica da Čajkovskij e con le coreografie di Jean-Guillaume Bart riprese da quelle orignali di Marius Petipa: per la prima volta al Teatro dell’Opera di Roma in qualità di coreografo ospite, Bart  – nominato étoile all’Opéra di Parigi nel 2000 proprio nel ruolo del Principe Désiré -, ha mantenuto le scene ed i costumi di Aldo Buti ed ha scelto come assistente Patricia Ruanne. Sul podio, fino al 15 febbraio, si alterneranno David Coleman e Carlo Donadio; triplo cast per i due ruoli principali di Aurora ed il Principe: Iana Salenko, Rebecca Bianchi e Susanna Salvi al femminile; Claudio Cocino, Giacomo Luci e Vito Mazzeo, per il ruolo maschile.

  • Edipo
    Articolo di: 
    Livia Bidoli


    Un doppio e completo Edipo quello presentato al Teatro Eliseo il 31 gennaio e fino al 12 febbraio prossimo: a firma di due regie diverse che completano il quadro unico di una tra le tragedie più contemporanee, sulle quali si distinguono le due letture di Andrea Baracco nell'Edipo Re e di Glauco Mauri nell'Edipo a Colono, entrambe di Sofocle.