Trieste Teatro Verdi. 225 anni di geografia musicale Europea

Articolo di: 
Monica Ferri
Teatro Verdi di Trieste

Oltre due secoli di storia non rappresentano soltanto un anniversario, ma un patrimonio da reinterpretare. È con questa consapevolezza che il Teatro Verdi di Trieste ha presentato la stagione lirica e quella sinfonica 2026-2027, costruita come un dialogo continuo tra memoria e innovazione. Otto i titoli in cartellone per una stagione realizzata nel segno di una crescente apertura internazionale che rivela l’intento di rafforzare la rete di collaborazioni con i maggiori teatri italiani ed europei, valorizzare il repertorio storico della città e, allo stesso tempo, aprirsi alla contemporaneità.

A partire dall’avvio della  prossima stagione  lirica che si inaugurerà il 13 novembre e assume un valore altamente simbolico. Per celebrare i 225 anni dall’apertura del teatro nel 1801, il Verdi sceglie infatti il Lohengrin di Richard Wagner, titolo profondamente intrecciato alla storia musicale cittadina. 

La nuova produzione, affidata alla regia di Arnaud Bernard e alla direzione musicale di Enrico Calesso, richiama due date fondamentali della tradizione triestina: il 1876, anno del debutto dell’opera in città sotto la bacchetta di Luigi Mancinelli, e il 1917, quando Trieste ospitò la prima esecuzione in lingua tedesca dell’opera in territorio italofono. Una scelta che conferma la vocazione mitteleuropea della città e il suo ruolo storico di ponte culturale tra mondi diversi.

Nel periodo natalizio arriverà, come da tradizione, l’appuntamento con la danza: Lo Schiaccianoci di Čajkovskij, con le coreografia di Simone Valastro, nuova collaborazione con il Teatro San Carlo di Napoli e il suo neodirettore del Corpo di Ballo, Renato Zanella, che a Trieste era di casa.  L’appuntamento è destinato a conquistare tanto il pubblico più giovane quanto gli appassionati del grande repertorio classico.

Il 2027 si aprirà con un altro capolavoro assoluto: il Don Giovanni di Mozart, affidato all’eleganza senza tempo di Pier Luigi Pizzi, che curerà ancora una volta regia, scene e costumi, dopo il dittico del Barbiere nel 2025. Sul podio tornerà Enrico Calesso, mentre il cast vedrà protagonisti artisti di consolidata esperienza come Giorgio Caoduro, Ekaterina Bakanova e Maria Grazia Schiavo.

Tra le produzioni ospiti della prossima stagione, spicca L’Elisir d’Amore nel divertente allestimento valenciano di Damiano Michieletto, ambientato in un ironico scenario balneare contemporaneo. Una lettura ormai iconica che approda a Trieste con un cast di forte richiamo, di cui faranno  parte Antonino Siragusa, Ambrogio Maestri e Simone Alberghini.

Marzo segnerà il ritorno di Puccini con La Bohème, proposta nell’apprezzata e collaudata produzione del Teatro Massimo di Palermo, firmata da Mario Pontiggia. Sul podio Giuseppe Mengoli guiderà un cast internazionale nel quale figurano il soprano triestino Elisa Verzier e il tenore Galeano Salas.
Particolarmente significativa appare la scelta di mettere in scena anche quest’anno un dittico. A  maggio sarà la figura di Giovanna d’Arco a fare da punto di incontro tra Jeanne d’Arc au bûcher di Arthur Honegger, opera-cardine del Novecento musicale e teatrale, e Jeanne Dark di Fabio Vacchi su libretto di Stefano Jacini, raffinata e dissacrante rilettura della leggenda della Pulzella d’Orléans. Il progetto, diretto da Alessandro Cadario e affidato alla regia di Paolo Valerio in collaborazione con il Teatro Rossetti, rappresenta una delle proposte culturalmente più coraggiose dell’intera stagione.

A riportare il pubblico nel cuore del grande repertorio italiano sarà invece Aida. Il noto titolo verdiamo arriverà nella nuova produzione firmata da Alessandra Premoli con il gradito ritorno di Jordi Bernàcer sul podio e un cast di assoluto prestigio: Anna Pirozzi, Daniela Barcellona e Fabio Sartori promettono interpretazioni di altissimo livello.

La chiusura di stagione sarà affidata a Norma di Vincenzo Bellini, diretta da un altro maestro che a Trieste è di casa, Daniel Oren, per la celebre coproduzione con Bologna e Bari.  Per l’occasione  l’allestimento sarà  impreziosito dalla straordinaria ricostruzione delle scenografie concepite nel 1991 da Mario Schifano grazie agli schizzi del celebre maestro della pop art italiana. Un recupero storico e artistico di grande valore che accompagna la regia di Federico Tiezzi e il ritorno a Trieste di Jessica Pratt, affiancata da Stefan Pop, Raffaella Lupinacci e Carlo Lepore.

Ma nel suo 225° anniversario, il Teatro Verdi non si limita a celebrare il passato e rilancia affiancando alla stagione lirica quella sinfonica che si articolerà in undici concerti con due importanti novità: l'estensione della programmazione fino alla primavera e la presenza costante di pagine di musica contemporanea accanto ai grandi capolavori del repertorio.

L'inaugurazione  sarà affidata, il 20 settembre, a "White Ocean (Antarctic)" di Ezio Bosso, seguita dal Concerto in sol maggiore per pianoforte e orchestra di Ravel e dalla Sinfonia n. 5 di Šostakovič. Il secondo appuntamento proporrà un omaggio a Mozart con l'Ouverture da "Die Zauberflöte", il Concerto per pianoforte n. 25 K 503 e la Sinfonia n. 41 "Jupiter".

Tra gli eventi più attesi figurano "Sinfonia amorosa e giocosa" di Anno Schreier, il Concerto per pianoforte n. 3 di Beethoven e la Sinfonia n. 2 di Brahms; l'omaggio a Giuseppe Sinopoli con "Pour un livre à Venise", accanto al Concerto per violino di Sibelius e alla Sinfonia n. 5 di Čajkovskij; le "Tre danze" di Carlo Boccadoro con il celebre Concerto per pianoforte n. 2 di Rachmaninov e la suite da "Il lago dei cigni".

Il concerto dell'antivigilia di Natale vedrà in programma "The Unanswered Question" di Charles Ives, la Serenade per tenore, corno e orchestra d'archi di Britten e la monumentale Symphonie fantastique di Berlioz. Il nuovo anno si aprirà con la grandiosa Sinfonia n. 3 di Mahler.

Spicca poi la prima esecuzione di "Rinascerò in mille bimbi. Omaggio a Biagio Marin" di Silvia Colasanti, seguita dalla Sinfonia n. 3 "Eroica" di Beethoven. A marzo sarà protagonista la Matthäus-Passion (Passione secondo Matteo) di Bach nella versione di Mendelssohn.

La stagione proseguirà con "Altri volti" di Fabio Massimo Capogrosso, il Concerto n. 1 per violoncello di Saint-Saëns e Shéhérazade di Rimskij-Korsakov. Gran finale dedicato alla musica americana del Novecento con Symphonic Dances from West Side Story di Bernstein, il Concerto for Saxophone Quartet di Philip Glass, The Chairman Dances di John Adams e An American in Paris di Gershwin.

Sul podio si alterneranno direttori di prestigio come Francesco Lanzillotta, Ton Koopman, Enrico Calesso, Tito Ceccherini, Donato Renzetti, Will Humburg, Clelia Cafiero, Sieva Borzak e John Axelrod, accanto a solisti di fama internazionale quali Benedetto Lupo, Francesco Piemontesi, Jan Lisiecki, Kerson Leong, Maurizio Baglini, Enrico Dindo e il SIGNUM Saxophone Quartet.

Una programmazione che conferma Trieste come uno dei luoghi più significativi della geografia musicale europea, fedele alle proprie radici ma proiettata verso il futuro sempre più internazionale.

Pubblicato in: 
GN37 Anno XVIII 14 luglio 2026
Scheda
Titolo completo: 

TRIESTE

NUOVA STAGIONE SINFONICA 2026 - 2027 

TEATRO LIRICO GIUSEPPE VERDI

Dal 20 settembre 2026 al 19 maggio 2027