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  • <<Chi sono i poveri cristi? Sono l’ultimo della classe quando ci stavano le classi differenziali per i poveri; la pecora nera nel manicomio che risolveva il problema per quelli che stavano fuori, ma non per quelli che stavano dentro; quello che sta inchiodato a qualche malattia senza colpa, ma anche senza futuro, eccetera.

  • Nuovo appuntamento con Ciak si suona! l’8 febbraio alle ore 16.30 e il 9 febbraio alle ore 10.30 in Sala Santa Cecilia. Sul palco, a eseguire le musiche in programma, sarà eccezionalmente presente la Banda Musicale della Guardia di Finanza diretta dal Col. Leonardo Laserra Ingrosso.

  • Prosegue il nuovo ciclo di incontri a cura di Corrado Augias e Aurelio Canonici, che affronteranno l’affascinante tema della Spiritualità, coniugata nella sua peculiare unione con la Musica.Il secondo appuntamento, La musica e l’eterno, è previsto domenica 8 febbraio alle ore 11 in Sala Santa Cecilia.

  • Sabato 7 febbraio (ore 20) alla Sala Casella dell’Accademia Filarmonica Romana (via Flaminia 118) il secondo appuntamento della rassegna “Fabrica, Musica e Letteratura”, quest’anno dal titolo “ATMEN - tra spazi bianchi”, realizzato in collaborazione con l’Associazione Fabrica.

  • Al Teatro Vascello dal 9 all'11 febbraio prossimo, un monologo volutamente sfidante, Il Sen(n)o ci conduce nell’esplorazione di un tema terribilmente attuale: come l’esposizione precoce alla sessualizzazione e alla pornografia nell’era di internet abbiano inciso profondamente sulla nostra cultura. Scritto da Monica Dolan e tradotto da Monica Capuani, dopo un enorme successo in Inghilterra Il Sen(n)o debutta per la prima volta in Italia interpretato da Lucia Mascino con la regia di Serena Sinigaglia.

  • Spicca nella sezione della programmazione dell’Istituzione Universitaria dei Concerti dedicata alla  musica antica e alla musica su strumenti originali sabato 7 febbraio alle 17.30, il concerto dell’Accademia Bizantina, ensemble ravennate che sotto la guida del suo direttore e clavicembalista Ottavio Dantone, ha raggiunto una posizione di primissimo piano a livello internazionale per le sue esecuzioni filologiche e al tempo stesso innovative. Solisti per questo concerto Marcello Gatti al flauto traversiere, Alessandro Tampieri al violino e alla viola d’amore. In programma musiche di Bach, Telemann e Carl Philipp Emanuel Bach.

  • A causa di un infortunio alla mano, il violoncellista Sheku Kanneh-Mason non potrà esibirsi nei concerti del 5, 6 e 7 febbraio e verrà sostituito da Ettore Pagano. Il giovane violoncellista Ettore Pagano, recentemente insignito del prestigioso Premio Abbiati, torna a Roma con tre appuntamenti in Sala Santa Cecilia previsti il 5 e 6 febbraio alle ore 20, e il 7 febbraio alle ore 18. A dirigere l’Orchestra di Santa Cecilia Lorenzo Viotti, giunto alla sua terza partecipazione nelle stagioni ceciliane.

  • La mostra “Esteban Vicente. Il pittore della realtà” (1903 - 2001) organizzata dall’Instituto Cervantes di Roma nella sede della Sala Dalí dal 29 gennaio al 2 maggio 2026, riunisce, per la prima volta in Italia, trentatré opere realizzate dal Maestro tra il 1950 e il 1997, concesse in prestito dal Museo d'Arte Contemporáneo Esteban Vicente di Segovia, co-organizzatore della mostra che a sua volta ha potuto contare sul supporto della The Harriet and Esteban Vicente Foundation per realizzarla.

  • Martedì 3 febbraio 2026 alle ore 18.00 presso la Sala Dalì dell’Instituto Cervantes di Roma si terrà il primo incontro che apre il ciclo “Escritoras” dedicato a scrittrici spagnole e italiane, nel quale ogni appuntamento sarà incentrato sulle tematiche che caratterizzano le opere delle letterate invitate.

  • Per la prima volta a Trieste un capolavoro raro della più seducente e perciò efficace e corrosiva critica alla società capitalista della grande coppia drammaturgica Kurt Weill e Bertold Brecht, Aufstieg und Fall der Stadt Mahagonny, nella lodata regia di Henning Brockhaus e con la direzione musicale di una sorprendente Beatrice Venezi al suo debutto sul titolo. Un’estetica alla Hopper, una musica ricchissima, con veri evergreen popolari incastonati come gioielli melodici e seduttivi in un quadro spesso esplosivo, un ampio cast internazionale per un’opera che oggi più che mai, a distanza di quasi 100 anni dalla composizione, mostra un’attualità disturbante.Al Teatro Verdi dal 30 gennaio fino all'8 febbraio.