- Articolo di:Livia Bidoli
Con una voce perfetta come quella di Angela Brower per il Compositore, torna dopo 35 anni di assenza al Teatro dell'Opera di Roma Ariadne auf Naxos di Richard Strauss con David Hermann, che firma la regia dell’opera con le scene di Jo Schramm, le luci di Fabrice Kebour e i costumi di Michaela Barth. Il titolo straussiano in programmazione dal 1° al 10 marzo 2026 ha visto sul podio Maxime Pascal, che avevamo già apprezzato nel 2017: aveva diretto un concerto dedicato a Thomas Adès (Danze da Powder Her Face), Luciano Berio (Rendering) e Francis Poulenc (La voix humaine, con Anna Caterina Antonacci).
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<<Chi sono i poveri cristi? Sono l’ultimo della classe quando ci stavano le classi differenziali per i poveri; la pecora nera nel manicomio che risolveva il problema per quelli che stavano fuori, ma non per quelli che stavano dentro; quello che sta inchiodato a qualche malattia senza colpa, ma anche senza futuro, eccetera.
Nuovo appuntamento con Ciak si suona! l’8 febbraio alle ore 16.30 e il 9 febbraio alle ore 10.30 in Sala Santa Cecilia. Sul palco, a eseguire le musiche in programma, sarà eccezionalmente presente la Banda Musicale della Guardia di Finanza diretta dal Col. Leonardo Laserra Ingrosso.
Prosegue il nuovo ciclo di incontri a cura di Corrado Augias e Aurelio Canonici, che affronteranno l’affascinante tema della Spiritualità, coniugata nella sua peculiare unione con la Musica.Il secondo appuntamento, La musica e l’eterno, è previsto domenica 8 febbraio alle ore 11 in Sala Santa Cecilia.
Sabato 7 febbraio (ore 20) alla Sala Casella dell’Accademia Filarmonica Romana (via Flaminia 118) il secondo appuntamento della rassegna “Fabrica, Musica e Letteratura”, quest’anno dal titolo “ATMEN - tra spazi bianchi”, realizzato in collaborazione con l’Associazione Fabrica.
Al Teatro Vascello dal 9 all'11 febbraio prossimo, un monologo volutamente sfidante, Il Sen(n)o ci conduce nell’esplorazione di un tema terribilmente attuale: come l’esposizione precoce alla sessualizzazione e alla pornografia nell’era di internet abbiano inciso profondamente sulla nostra cultura. Scritto da Monica Dolan e tradotto da Monica Capuani, dopo un enorme successo in Inghilterra Il Sen(n)o debutta per la prima volta in Italia interpretato da Lucia Mascino con la regia di Serena Sinigaglia.
Spicca nella sezione della programmazione dell’Istituzione Universitaria dei Concerti dedicata alla musica antica e alla musica su strumenti originali sabato 7 febbraio alle 17.30, il concerto dell’Accademia Bizantina, ensemble ravennate che sotto la guida del suo direttore e clavicembalista Ottavio Dantone, ha raggiunto una posizione di primissimo piano a livello internazionale per le sue esecuzioni filologiche e al tempo stesso innovative. Solisti per questo concerto Marcello Gatti al flauto traversiere, Alessandro Tampieri al violino e alla viola d’amore. In programma musiche di Bach, Telemann e Carl Philipp Emanuel Bach.
A causa di un infortunio alla mano, il violoncellista Sheku Kanneh-Mason non potrà esibirsi nei concerti del 5, 6 e 7 febbraio e verrà sostituito da Ettore Pagano. Il giovane violoncellista Ettore Pagano, recentemente insignito del prestigioso Premio Abbiati, torna a Roma con tre appuntamenti in Sala Santa Cecilia previsti il 5 e 6 febbraio alle ore 20, e il 7 febbraio alle ore 18. A dirigere l’Orchestra di Santa Cecilia Lorenzo Viotti, giunto alla sua terza partecipazione nelle stagioni ceciliane.
La mostra “Esteban Vicente. Il pittore della realtà” (1903 - 2001) organizzata dall’Instituto Cervantes di Roma nella sede della Sala Dalí dal 29 gennaio al 2 maggio 2026, riunisce, per la prima volta in Italia, trentatré opere realizzate dal Maestro tra il 1950 e il 1997, concesse in prestito dal Museo d'Arte Contemporáneo Esteban Vicente di Segovia, co-organizzatore della mostra che a sua volta ha potuto contare sul supporto della The Harriet and Esteban Vicente Foundation per realizzarla.
Martedì 3 febbraio 2026 alle ore 18.00 presso la Sala Dalì dell’Instituto Cervantes di Roma si terrà il primo incontro che apre il ciclo “Escritoras” dedicato a scrittrici spagnole e italiane, nel quale ogni appuntamento sarà incentrato sulle tematiche che caratterizzano le opere delle letterate invitate.
Per la prima volta a Trieste un capolavoro raro della più seducente e perciò efficace e corrosiva critica alla società capitalista della grande coppia drammaturgica Kurt Weill e Bertold Brecht, Aufstieg und Fall der Stadt Mahagonny, nella lodata regia di Henning Brockhaus e con la direzione musicale di una sorprendente Beatrice Venezi al suo debutto sul titolo. Un’estetica alla Hopper, una musica ricchissima, con veri evergreen popolari incastonati come gioielli melodici e seduttivi in un quadro spesso esplosivo, un ampio cast internazionale per un’opera che oggi più che mai, a distanza di quasi 100 anni dalla composizione, mostra un’attualità disturbante.Al Teatro Verdi dal 30 gennaio fino all'8 febbraio.
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