musica

  • Bruno Canino. foto Claudio Rampini
    Articolo di: 
    Daniela Puggioni

    100 concerti in 60 anni, un bel traguardo da festeggiare per un grande artista, Bruno Canino ha debuttato giovanissimo alla IUC nel 1959, lui al clavicembalo, con I Giovani Solisti di Milano diretti da un ventiseienne Claudio Abbado, in un programma che comprendeva Bach, Petrassi e Hindemith. Fu un programma anticipatore delle sue scelte future, in quanto ha sempre presentato nei suoi concerti, come solista e in ensemble, proposte musicali che invitano a scoprire e indagare musiche e autori.

  • Les Contes d'Hoffmann
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Al Teatro di San Carlo di Napoli hanno festeggiato il bicentenario dalla nascita di Jacques Offenbach riportando in teatro dopo cinquant'anni la sua opera piu' riuscita: Les Contes d’Hoffmann  dal 17 al 24 marzo 2019 e con un cast, nonché un direttore e regista tutti strepitosi. La produzione è dell'Opéra de Montecarlo mentre sul podio era Pinchas Steinberg e Jean-Louis Grinda alla regia, annoveriamo tra il cast John Osborn nella parte principale del poeta Hoffmann, Alex Esposito nelle varie vesti “diaboliche" di Lindorf, Dr, Coppélius, Miracle, Dapertutto e Maria Grazia Schiavo nella parte clou di Olympia.

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    Articolo di: 
    Piero Barbareschi

    Domenica 25 marzo alle 19.00 nella Sala 1 del palazzo dei Congressi di Varna in Bulgaria il concerto della Wiener KammerOrchester con Mario Hossen direttore e solista ha ufficializzato l'apertura del Varna Summer, Festival Internazionale di Musica, membro del European Festivals Association, che si svolgerà sulle sponde del Mar Nero con cadenza regolare dal giugno a settembre.

  • Frankenstein
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Lo scorso 15 marzo a Bruxelles all'Opéra La Monnaie-De Munt c'è stata la première mondiale di Frankenstein, dal romanzo di Mary Shelley, una creazione originale di Alex Ollé de La Fura dels Baus, e che, grazie al supporto del Direttore del teatro Peter de Caluwe, è riuscita a prendere vita sul glorioso palcoscenico belga con la musica originale di Mark Grey ed il libretto di Júlia Canosa i Serra. Un cast di primo grido con Scott Hendricks in testa come Victor Frankenstein e la Creatura di Topi Lehtipuu ha accompagnato le rappresentazioni dall'8 al 20 marzo con sul podio Bassem Akiki.

  • Čarodejka
    Articolo di: 
    Daniela Puggioni

    Il Festival di Lione, interno alla stagione ideata dal direttore artistico dell'Opéra di Lyon, Serge Dorny, che quest'anno ha come titolo Vies et Destins (vite e destini) è stato inaugurato il 15 marzo scorso da Čarodejka (L'Enchanteresse; L'Incantatrice), nell'originale russo di Pëtr Il'ič Čajkovskij, che è alla sua prima rappresentazione in Francia. Una produzione di grande impegno per l'Opéra de Lyon a causa della durata dello spettacolo di quasi quattro ore, del gran numero dei personaggi e dell'impegno che la scrittura musicale richiede al direttore, al coro, all'orchestra e agli interpreti.

  • Sir John Eliot Gardiner
    Articolo di: 
    Teo Orlando

    Per la prima volta a Santa Cecilia dal 14 al 16 marzo 2019 è salito sul podio, per dirigere l'omonima orchestra, Sir John Eliot Gardiner, uno dei direttori d'orchestra più celebri del mondo, fondatore del Monteverdi Choir, degli English Baroque Soloists e dell'Orchestre Revolutionnaire et Romantique. Pur specializzato nel repertorio barocco su strumenti d'epoca e con scelte esecutive di grande raffinatezza, a Santa Cecilia Sir John Eliot ha voluto stupire proponendo alcuni capolavori "segreti" dell'Ottocento romantico. Il programma era infatti imperniato su Hector Berlioz, di cui ha proposto Le Carnaval romain e il poema sinfonico Harold en Italie, e su Antonin Dvořák, di cui ha proposto la Settima sinfonia op. 70. 

  • Bach Marisaldi Rasi.jpg
    Articolo di: 
    Piero Barbareschi

    Le splendide sonate di J.S.Bach per viola da gamba e clavicembalo nell'interpretazione di Alberto Rasi e Patrizia Marisaldi in un CD Stradivarius, distribuito da Milano Dischi, offrono la possibilità, per chi ancora non le conoscesse, di scoprire gli ennesimi capolavori di un autore imprescindibile ed irraggiungibile del repertorio barocco.

  • Dalibor
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    L'opera piu' rivoluzionaria del compositore ceco Bedřich Smetana (1824-1884) è stata celebrata con una attualizzazione molto azzeccata e soprattutto realistica, nonché critica proprio di quello che è davanti all'Opera di Francoforte dove si è svolta, ovvero la BCE. Con la direzione straordinaria dell'austriaco di origini ungheresi Stefan Soltesz, la regista tedesca Florentine Klepper ha reso con sostanza politica, sincronizzandosi con perizia sulle vicende antiche del cavaliere rivoluzionario Dalibor, che dà il nome all'opera.

  • Anna Bolena
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Al Teatro dell’Opera di Roma va in scena, dal 20 febbraio all’1 marzo, per sei recite, l'edizione integrale di Anna Bolena, composta nel 1830 da Gaetano Donizetti su libretto di Felice Romani. L'opera con cui Donizetti tocca l'apice di drammaticità e che avvia la cosiddetta Trilogia dei Tudor, cui seguirà Maria Stuarda nel 1835 e Roberto Devereux nel 1837, si presenta nuovamente con Riccardo Frizza sul podio, esperto di Donizetti e di cui ha diretto qui proprio Maria Stuarda nel 2006 e con la regia nuovamente di Andrea De Rosa, che aveva diretto la stessa opera nel 2017. Un cast strepitoso porta in scena Anna Bolena che non solcava il palco del Costanzi dal 1979 con Katia Ricciarelli nel ruolo del titolo.

  • Maxim Vengerov
    Articolo di: 
    Giuseppina Rossi

    Diciamo subito che il concerto del violinista Maxim Vengerov con il suo meraviglioso Stradivari ex-Kreutzer del 1727 (uno degli ultimi strumenti costruiti dal liutaio cremonese) ascoltato al Teatro Petruzzelli di Bari il 15 Febbraio 2019 non sarà facile da dimenticare. Per una decina d’anni, e forse di più, Vengerov avevamo temuto di averlo perso per sempre e con lui il suo suono cristallino unito alla cavata possente, i gravi corposi sulla quarta corda e i guizzi brillanti sul cantino.